
Anna (Emily Browning) ha assistito alla morte della madre gravemente malata in un incendio, dopo un tentativo di suicidio viene internata in un ospedale psichiatrico dove comincia un lungo percorso di guarigione e di elaborazione del lutto, poi finalmente viene dimessa pronta a tornare in famiglia e riabbracciare il padre e la sorella Alex (Arielle Kebbel).
Al ritorno però una spiacevole sorpresa attende la ragazza, Rachel (Elizabeth Banks), l’infermiera che si è occupata a suo tempo della madre, si è trasferita in casa e vive con il padre e la sorella, ad aggiungere benzina sul fuoco una serie di inquietanti incubi notturni gli mostrano l’inquieto fantasma della madre deciso a non riposare in pace,
Gli incubi aumenteranno con l’aumentare della tensione in casa e il rapporto con la matrigna sembra proprio non consolidarsi, anzi gli incubi nel frattempo diventano allucinazioni diurne sempre più terrificanti e realistiche ed un atroce dubbio si fa strada nella mente di Anna, che la prematura morte della madre non sia stata un incidente?
Roberto D’Agostino esplora la vallettopoli degli anni ’90 dispensando il peggio del mondo dello spettacolo e in questo caso anche il peggio di un non cinema compiaciuto e che parla di se stesso diventando auto-referenziale fino alla nausea e trasformando in colorate macchiette tutti coloro che si avvicinano al tritacarne televisivo.