Angeli e demoni i video della premiere mondiale a Roma e la polemica col vaticano

di Diego Odello 2

Duecento giornalisti, 60 televisioni e 90 fotografi ieri sera erano alla presentazione di Angeli e Demoni (video dopo il salto), il film di Ron Howard tratto dall’omonimo di Dan Brown che uscirà nelle sale di tutto il mondo il 13 maggio.

Sul red carpet, caratterizzato dalla presenza di angeli, di demoni e di guardie svizzere, e alla prima cinematografica, oltre al regista era presente il cast tra cui Tom Hanks, Ewan McGregor, Ayelet Zurer, Pierfrancesco Favino e Cosimo Fusco.

Tom Hanks ha raccontato ai microfoni di Sky, che l’aspetto più soddisfacente della sua esperienza romana è stata quando è riuscito a far tenere aperti alcuni bar anche dopo l’orario di chiusura e ha definito la gente italiana fantastica.

Ron Howard, dopo aver fatto i conti per mesi con il rifiuto del Vaticano di fargli girare le scene all’interno di San Pietro, ha respinto le accuse di coloro che sostengono che il film sia anticattolico, dicendo semplicemente:

E’ solo un thriller, niente di più.

A proposito delle polemiche: il responsabile del settore audiovisivi del dicastero Vaticano, Angelo Scelzo, ha spiegato che da anni a chiunque è vietato girare fiction all’interno del Vaticano, non solo alla produzione di Angeli e Demoni (sono 200 i rifiuti ogni anno):

Certo di fronte al progetto di Angeli e demoni la risposta era comunque ‘no’, ma il primo motivo non era una valutazione di merito. Naturalmente non siamo favorevoli a questo progetto, ma non siamo entrati nemmeno in questo aspetto, certo ognuno aveva letto il ‘Codice da Vinci’ e sappiamo di che si tratta. Ma la questione era appunto preliminare e non era nemmeno necessario un ulteriore ‘no’.

Gian Maria Vian, il direttore dell’Osservatore romano, organo della Santa sede, dopo la visione del film ha definito la trama improbabile, sgangherata e piena di errori e ha concluso dicendo:

Fossero tutte così, le operazioni anticattoliche… in fondo, più che rappresentare un pericolo, questo film conferma il fascino millenario della nostra fede e dei nostri simboli. Gli errori oggettivi si succedono al ritmo di uno al minuto, come nel romanzo e forse anche peggio. E’ evidente che si tratta di un’operazione anticattolica, lanciata su scala planetaria. Però questo, se da una parte può addolorare i cattolici, dall’altra deve farci riflettere su un punto: il fascino della nostra religione.

Non ci rimane che aspettare il 13 maggio per decidere se il blockbuster sarà qualitativamente valido oppure no. Voi vi siete già fatti un’idea?

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