Colpevole d’innocenza, recensione

di Pietro Ferraro 2

Libby (Ashley Judd) e il marito Nick Parson (Bruce Greewood) sono una coppia di benestanti che vivono nella splendida zona di Whisbey island nello stato di Washington, affidato il loro figlioletto ad un’amica di famiglia decidono di fare una romantica gita in mare su uno yacht prestogli da alcuni amici.

L’uscita in mare  si trasformerà presto in un incubo, quando Libby nel cuore della notte si risveglierà stordita e sola, senza sapere che fine abbia fatto il marito svanito  nel nulla, mentre sulla barca ci sono tracce di sangue e di lotta.

La misteriosa scomparsa del marito e gli indizi sullo yacht porteranno le autorità a pensare ad un omicidio e ben presto Libby si ritroverà sospettata dellassassinio del marito, arrestata e spedita in un penitenziario dove ben presto scoprirà che il marito è ancora vivo e che la sua migliore amica, a cui nel frattempo ha affidato il figlio, è in combutta con lui.

Così dopo sei anni trascorsi in carcere a pianificare la sua vendetta e il recupero del figlioletto, approfittando di un rilascio sulla parola con custodia in una casa di ricovero gestita dal supervisore Travis Lehman (Tommy Lee Jones), Libby si darà alla fuga per raggiungere il marito che ora vive sotto falso nome a New Orleans, naturalmente Lohman non intende lasciarsi sfuggire la detenuta che gli è stata affidata.

Il regista australiano Bruce Beresford, all’attivo un premio Oscar per A spasso con Daisy e il biblico King David con Richard Gere, prova a riesumare le atmosfere action-thrilller de Il fuggitivo, campione d’incassi del 1993 diretto da Andrew Davis e  tratto da una famosa serie tv anni ’60, trasformando il protagonista in una fuggitiva innocente, la bella Ashley Judd e reclutando nella parte dell’inseguitore Tommy Lee Jones che ricordiamo anche co-protagonista nel film di Davis, per il quale conquistò un Oscar come miglior attore non protagonista.

Beresford allestisce un buon thriller, supportato da Ashley Judd che ricordiamo ne Il collezionista e recentemente nella comedy-fantastica L’acchiappadenti, talento drammatico notevole, sfortunata nella scelta di alcuni script che durante la sua carriera l’hanno spesso sottoutilizzata, al suo fianco Tommy Lee Jones, attore d’esperienza e dotato di un carisma capace di nobilitare anche lo script più convenzionale.

Colpevole d’innocenza nonostante ricalchi sin troppo dinamiche e situazioni del film di Davis dando una fastidiosa sensazione di già visto, resta un buon action-thriller con una coppia di protagonisti d’alto profilo e una regia solida.

Note di produzione: prima di Colpevole d’innocenza Tommy Lee Jones aveva ripreso il suo ruolo di inseguitore in U.S. Marshals-Caccia senza tregua, ideale sequel del film di Davis, mentre il film alla sua uscita venne criticato per aver distorto una delle norme giuridiche del sistema legale americano, la Double Jeopardy, anche titolo originale del film, in cui si enuncia che nessun cittadino americano una volta assolto in tutti i gradi di giudizio, può subire un altro processo per il medesimo reato.

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