Alla deriva-Adrift, recensione

di Pietro Ferraro 2

Un gruppo di vecchi compagni di liceo composto da Amy (Susan May Pratt), James (Richard Speight Jr.), Zach (Nicklaus Lange), Lauren (Ali Hillis), Dan (Eric Dane) e la sua nuova fidanzata Michelle (Cameron Richardson) decide di fare una rimpatriata a sfondo balneare optando per un fine settimana su uno yacht. Amy e James porteranno anche la loro bambina Sarah. Dan che ha organizzato il week-end ha raccontato agli amici che lo yacht è il suo, quando in realtà e proprietà del suo capo, mentre Amy non ama particolarmente la location prescelta, visto che soffre di una vera e propria fobia per l’acqua, nata da un trauma subito che l’ha vista assistere impotente alla morte del padre per annegamento.

Amy che porta indosso perennemente un giubbotto di salvataggio presa in giro dal resto del gruppo finisce riluttante per unirsi agli altri, ma quello che lo sbadato gruppetto di bagnanti non ha calcolato e che il fatto di non aver abbassato la scaletta  e la superficie liscia e scivolosa dello scafo, renderà loro vano ogni tentativo di risalire a bordo dello Yacht.

Ben presto i sei amici comprenderanno che la situazione è davvero disperata, e che l’eventualità di passare la notte in acqua è quasi certa e non servirà molto affinchè il panico si impossessi di loro e la situazione da drammatica viri sul tragico.

Funzionale e stereotipato thriller in alto mare questo Alla deriva-Adrift, al regista tedesco Hans Horn viene affidato il compito di cavalcare l’enorme successo del discreto Open Water del 2003, così si passa da una coppia di sub alla deriva, ad un vera ciurma di attori di belle speranze che nonostante volontà ed impegno non costruiscono solide basi all’insegna dell’ansiogeno, ne per competere con il fortunato predecessore ne purtroppo per sfruttare le tipiche dinamiche mors tua vita mea da istinto di sopravvivenza in celluloide.

Alla deriva-Adrift si lascia comunque guardare senza indulgere allo sbadiglio, il che è già un gran risultato vista la delimitata e affollatissima location che sfrutta stereotipi a iosa, una recitazione enfatica perennemente un tono sopra e soprattutto la genesi di un’operazione concepita per far cassa.

Note di produzione: il film ambientato al largo delle coste messicane è in realtà girato a Malta, il primo film Open Water con un budget di poco superiore ai 500.000$ ha incassato worldwide nel 2003 oltre 54 milioni di dollari, nel cast anche Eric Dane volto noto del serial Grey’s Anatomy. Il film è basato sul racconto “Adrift” di Koji Suzuki tratto dal libro Dark Water (stessa fonte dell’horror di Hideo Nakata). Lo script è stato scritto prima che Open Water uscisse nelle sale. All’indomani del successo clamoroso di Open Water, il film è stato messo in produzione cambiando il titolo in Open Water 2: Adrift.

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