In fondo al cuore, recensione

di Pietro Ferraro 2

Beth Cappadora (Michelle Pfeiffer) e suo marito Pat (Treat Williams) in trasferta a Chicago con i loro tre figli, Kerry, Ben e Vincent per partecipare in un grande albergo ad una riunione di ex-compagni di liceo di Beth, vedono il piccolo Ben di appena tre anni, svanire nel nulla senza lasciare alcuna traccia, gettandoli così nella disperazione.

A nulla serviranno le ricerche e gli sforzi delle autorità e della famiglia Cappadora, Ben non verrà mai ritrovato e la famiglia incapace di farsene una ragione cercherà nel dolore e nel vivere quotidiano di tornare ad una vita il più normale possibile, anche se la consapevolezza che Ben possa essere ritrovato non abbandonerà mai Beth.

Il senso di colpa accompagnerà ogni singolo giorno dei successivi nove anni della vita di Beth e suo marito, la donna incapace di reagire alla perdita si ritroverà un bel giorno con un ragazzo che busserà alla sua porta e in cui Beth riconoscerà il figlio scomparso.

Beth percepirà senza alcun dubbio con l’istinto di una madre ferita che il ragazzo è suo figlio e dopo aver cerato ulteriori conferme si rivolgerà alla polizia, dove trovato il supporto della detective Candy Bliss (Whoopi Goldberg) scoprirà la folle verità che si cela dietro la scomparsa di suo figlio.

Il regista belga Ulu Grosbard specializzato in piece teatrali per questa sua trasferta su grade schermo, ricordiamo che il regista ha all’attivo il poliziesco Vigilato Speciale (1978) con Dustin Hoffman e il romance Innamorarsi con la coppia De Niro/Streep, può contare sulla bravura di un’intensa Michelle Pfeiffer particolarmente ispirata, su di un volenteroso cast a supporto e su un plot che affronta un dramma famigliare attraverso la piaga de minori scomparsi, piaga che negli Stati Uniti, purtroppo recentemente anche in Italia non mancano casi eclatanti, miete ogni anno in numero impressionante di vittime.

In fondo al cuore è un solido dramma senza sbavature confezionato con efficacia e sobrietà da un regista capace, grazie al suo ricco background teatrale, di sottolineare emotivamente caratteri e dinamiche famigliari con particolare accortezza.

Note di produzione: la pellicola è basata sul best seller The Deep End of the Ocean della scrittrice e giornalista americana Jacquelyn Mitchard, lo scorso 25 maggio è stata la giornata mondiale dei bambini scomparsi, esiste un sito internazionale che raccoglie le denunce di minori scomparsi (Missing Children Website).

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