Vacanze romane, recensione

di Pietro Ferraro 3

La graziosa principessa Anna (Audrey Hepburn) è impegnata in un tour diplomatico per le capitali mondiali, nei piani è prevista una tappa italiana nella città di Roma, qui purtroppo Anna oberata dagli impegni ha un crollo nervoso e sfuggita al controllo del suo entourage, fugge dall’albergo dove alloggia e comincia a girovagare sola per le strade della città.

Ad Anna prima della fuga è stato dato dal medico di corte un leggero sedativo, che ben presto farà il suo effetto stordendo la principessa e dando l’impressione di aver bevuto qualche bicchiere di troppo, così in stato confusionale verrà soccorsa dal giornalista americano Joe Bradley (Gregoy Peck) che non riuscendo a scoprirne l’identità e credendola ubriaca deciderà di portarla nel suo studio.

L’indomani Joe scoprirà l’identità della sua ospite grazie ad una conferenza stampa saltata dalla principessa e a cui lui avrebbe dovuto partecipare. il giornalista non intende lasciarsi scappare uno scoop del genere così propone al suo capo un’intervista esclusiva con la principessa Anna in visita a Roma con tanto di servizio fotografico, di fronte all’incredulità del suo capo Joe scommette anche dei soldi.

Tornato a studio Joe troverà la principessa sveglia e un pò confusa, continuerà a fingere di non sapere chi in realtà lei sia, così che la principessa rifilatogli un nome falso lo ringrazierà per l’ospitalità incamminandosi per le strade di Roma e giocando a fare la turista, ma Joe seguendola di nascosto fingerà un secondo fortuito incontro diventando il suo chaperon, trascorrendo così con Anna una giornata che nessuno dei due potrà mai dimenticare.

Deliziosa comedy-romance premiata nel 1954 con tre premi Oscar, tra i quali miglior attrice protagonista ad Audrey Hepburn, da quel momento lanciata nell’Olimpo delle star hollywoodiane grazie alla sua recitazione spontanea, una bellezza discreta ed un’innata eleganza che ne fece ben presto diva glamour.

La forza di questa fiaba romantica è senza dubbio nei due fascinosi protagonisti, in una storia d’amore d’altri tempi all’ombra della Città eterna ed una confezione impeccabile grazie alla solida messisncena di un veterano come William Wyler, che sei anni dopo ci regalerà il kolossal Ben Hur e nel 1966 tornerà a lavorare con la Hepburn, ormai star affermata, nella comedy Come rubare un milione di dollari e vivere felici.

Vacanze romane come peraltro altri grandi classici tempo coma Casablanca e Via col vento resistono indenni alle mode e all’inesorabile scorrere degli anni, concepiti con i crismi di una Hollywood che non c’è più, proiettati in toto verso i desideri dello spettatore e con la stessa capacità a distanza di decenni di far sognare e commuovere ancora, diventanto punti di riferimento per molte produzioni odierne e intere generazioni.

Note di produzione: In origine il film doveva essere diretto da Frank Capra (La vita è meravigliosa) con protagonisti Cary Grant ed Elizabeth Taylor, il film è stato selezionato per la conservazione nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 1987 ne fu girato un remake televisivo con Catherine Oxenberg attrice di origini nobili lanciata dalla soap-opera Dinasty e figlia dell’allora principessa Elizabeth di Yugoslavia.

Di seguito una suggestiva clip musicale che omaggia il film e in coda al post la famosa scena girata alla Bocca della verità, durante la ripresa Peck pensò bene di architettare quello che gli spettatori vedranno sullo schermo, ma che in realtà non era in copione, non avvertendo neanche la sua partner, infatti la sequenza è di una spontaneità unica proprio per questo motivo.

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