Unknown-Senza identità, recensione

di Pietro Ferraro 2

Il dottor Martin Harris (Liam Neeson) e signora sono in trasferta in quel di Berlino per assistere ad un congresso scientifico, giunti all’albergo dove la coppia ha prenotato una suite, Harris si accorge di aver dimenticato all’aeroporto una valigetta contenente tutti i suoi documenti, così preso un taxi lascia la moglie in hotel per tornare a recuperare la preziosa valigetta.

Durante il tragitto in taxi però un incidente lo vedrà coinvolto e ferito in maniera piuttosto grave, salvato in extremis dalla giovane tassista (Diane Kruger) che lo stava trasportando Harris perderà conoscenza entrando in coma per quattro giorni, al suo risveglio in ospedale la sua memoria ed uno stato confusionale dovuto ad un trauma cranico lo renderanno particolarmente instabile.

Una volta ripreso un minimo di controllo Harris racconterà al medico che lo ha in cura di avere una moglie che lo attende in un albergo della città, ma dopo un controllo nessuna denuncia di scomparsa sembra essere stata presentata alle autorità e quando Harris raggiungerà la moglie in albergo quest’ultima non solo farà finta di non conoscerlo, ma presenterà come il vero dottor Harris un’altro uomo che sembra aver preso il suo posto.

Harris schivato l’arresto e in un grave stato confusionale cercherà di ricostruire l’accaduto cercando testimonianze della sua identità e se da una parte un paio di killer proveranno ad eliminarlo, ad aiutarlo ci saranno la giovane tassista che gli ha salvato la vita e un ex-agente dello spionaggio tedesco (Bruno Ganz) riciclatosi investigatore privato.

Il regista spagnolo Jaume Collet-Serra aveva già dato prova di saper maneggiare con dovizia il genere confezionando l’ottimo Orphan e anche stavolta la sua regia asciutta supportata da un roccioso e carismatico protagonista come Liam Neeson, danno a questo Unknown-Senza identità un minimo sindacale di credibilità, riuscendo a mettere in secondo piano, anche grazie ad uno script che sfrutta appieno tutti gli elementi cari al genere, quella sensazione di già visto che permea l’intera pellicola e che riporta alla mente oltre al classico Frantic con Harrison Ford anche la serie spy-action Jason Bourne e l’action-thiller Io vi troverò con lo stesso Neeson protagonista.

Unknown-Senza identità nonostante i limiti appena elencati si rivela un godibile divertissement con qualche fisiologica inverosimiglianza e tanto mestiere, elemento quest’ultimo che su schermo in questo caso fa la differenza.

Note di produzione: il film presentato al Festival di Berlino 2011 è basato sul romanzo Out of My Head dello scrittore francese Didier van Cauwelaert, nel cast anche January Jones (X-Men: First Class), Aidan Quinn (Jonah Hex), Frank Langella (Frost/Nixon-Il duello) e Karl Markovics (Il falsario).

Commenti (2)

  1. Caro Pietro,
    un film senza infamia e senza lode. Mi è piaciuto, ma non entusiasmato. Molto di già visto, ma nel complesso tiene bene. Un titolo di merito all’ottimo Liam Neeson che probabilmente ha il grosso delle responsabilità della riuscita della pellicola.
    Grazie dello spazio!
    Ip

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