Robert Pattinson, tra maghi e vampiri

Robert Pattinson deve la sua fama e fortuna alla parte del coraggioso e combattivo Cedric Diggory che lo ha catapultato nello showbiz, agnello sacrificale che testimonia il ritorno di “colui che non deve essere nominato“, il malvagio Voldemort nella saga del maghetto più famoso del pianeta, Harry Potter. Ora lo ritroviamo in un altro fantasy, pronto a divenire nuova icona giovanile nei panni del  vampiro romantico e innamorato nel film Twilight.

Pattinson inizia la carriera partecipando a vari concorsi per giovani talenti, ma la sua scuola è, come per molti attori inglesi, il teatro, qui comincia a farsi le ossa con i classici e tra una rappresentazione e l’altra sogna di diventare come il suo attore preferito Jack Nickolson. Giovane artista dai molteplici talenti, suona pianoforte e chitarra, Robert approda nel 2oo4  sul set di vanity fair, film di Mira Nair, purtroppo quasi tutta la sua performance viene tagliata al montaggio, ma fortunatamente ha la possibilità di rifarsi lo stesso anno con un film tv di grande successo La saga dei nibelunghi, guarda caso un fantasy.

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Leonardo DiCaprio, una vita da attore

Fin dal 1997, Leonardo DiCaprio è il sex symbol per eccellenza, grazie alla magistrale interpretazione del film Titanic, record assoluto di incasso e maggior detentore in fatto di premi oscar, mai realizzato, ne prima, ne dopo. Nel corso degli anni si è altresì rivelato un ottimo attore, lavorando con artisti e registi di fama internazionale.

Il suo primo ruolo cinematografico è datato 1991, con la partecipazione al b-movie Critters 3; nel 1993 partecipa al film apprezzato dalla critica, Voglia di ricominciare, affiancando Robert De Niro nel ruolo di figliastro.

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Oded Davidoff: un cinema senza frontiere

Regista di origine israeliana, nasce a Gerusalemme nel 1967, una carriera in divenire, molto giovane, anche cinematograficamente, la sua filmografia comunque è una variegata miscellanea che tocca tutti i generi dalla commedia al dramma. Cineasta dal tocco neorealista, fine narratore di sentimenti, molto amato ed apprezzato in patria, dove nel 2001 e nel 2006 viene candidato come miglior regista rispettivamente per i film Mars Turkey, tratto dal libro di Libor Nachmias e per Mischehu larutz itu, unica pellicola approdata in Italia con il titolo Qualcuno con cui correre, anch’essa tratta da un romanzo, opera dello scrittore David Grossman.

Qualcuno con cui correre, è un racconto intimista ed esploratore dell’animo umano e delle sue contraddizioni, la vicenda narra di un adolescente in cerca del padrone di Dinka bellissimo Labrador perdutosi per le strade di Gerusalemme, questo incipit sarà il pretesto per raccontare le disavventure di due adolescenti svelate attraverso un montaggio narrativo in cui gli avvenimenti si sussegono,si intersecano, tra presente e passato per narrarci di gioventù,smarrimento e di una Gerusalemme poco turistica, lontana dal fascino da cartolina, molto reale e pericolosa.

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Jonathan Demme: un filmaker anticonformista

Jonathan Demme, classe 1944, cresce a New York, lavora come sceneggiatore per la Corman factory, vera e propria scuola di sopravvivenza cinematografica, low- budget, tempi ristretti, un certo cinema di serie B che oggi per molti neo-registi di genere rappresenta un punto di riferimento. Il primo film Femmine in gabbia, è il 1974, già traspare l’originalità visiva di Demme che torna dietro la macchina da presa cinque anni dopo con Il segno degli hannan, noir in cui emerge un senso del ritmo notevole che ritroveremo anche nelle opere successive. Che si tratti di commedia, Qualcosa di travolgente, di moderno Western, Fighting mad, o documentario,The agronomist, Demme dimostra una vena anticonvenzionale che prepotentemente sottolinea tutte le sue pellicole.

E’ il 1991, Demme gira quello che sarà negli anni successivi un punto di riferimento cinematografico di genere e l’apice della sua carriera, stiamo parlando del pluripremiato iI silenzio degli innocenti, il cineasta utilizza la macchina da presa per calarsi e calarci nei meandri della parte più oscura dell’animo umano, quella che si ciba delle angosce e della paura e tratteggia due personaggi storici che diventeranno due icone cinematografiche dagli opposti  versanti, la fragile e risoluta Clarice Sterling agente FBI interpretata da Jodie Foster, pensate che la prima scelta di Demme era Meg Ryan!, e la perfetta e ambigua rappresentazione del fascino del male, quell’ Hannibal Lecter interpretato dell’eclettico Anthony Hopkins, ormai leggenda.

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Beppe Fiorello e il cinema

Beppe Fiorello, in realtà si chiama Giuseppe, con un passato da fiorellino, ma per tutti è uno dei volti più noti ed apprezzati della fiction televisiva italiana.

Fratello del noto showman Rosario, Beppe Fiorello ha un passato da speaker radiofonico, a fianco di Baldini, Laurenti ed Amadeus, ed un futuro, come vedremo, da attore protagonista. Nel 1994 approda in televisione, prendendo il timone del famosissimo Karaoke di Italia Uno.

L’anno 1998 segna il debutto come attore, prima per il cinema, con un film di Marco Risi, L’ultimo capodanno, e poi per la tv, con la fiction Ultimo, diretta da Stefano Reali. Seguono per il grande schermo: I fetentoni, L’americano, Il talento di Mr Ripley, Le tre mogli e C’era un cinese in coma, diretto da Carlo Verdone.

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Ennio De Concini è morto

E’ morto stanotte a Roma il regista e sceneggiatore Ennio De Concini, da tempo malato. A dare la notizia è stato il figlio Corrado, che ha ricordato, tra l’altro, che i funerali si svolgeranno nella capitale giovedì.

Ennio, nato il 9 Dicembre del 1923, è noto al grande pubblico per aver sceneggiato la fiction Tv La piovra (che seguì fino alla terza stagione), ma nella sua carriera ha scritto più di 150 sceneggiature, collaborando con grandi maestri del nostro cinema, come Germi, Mario Bava, Sergio Leone, Raffaello Matarazzo, Marco Bellocchio e Tinto Brass.

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Kristen Stewart: Bella e possibile

Twilight è stato per kristen stewart il traguardo di una neonata carriera che l’ha vista spaziare nei generi, ma facendo notare una certa inclinazione per il thriller, genere in cui si esprime al  meglio, anche grazie ad una naturale capacità di incarnare, recitativamente parlando,  una certa fragilità emotiva. Certo stiamo parlando di una giovane attrice in erba, indubbiamente  la parte dell’innamorata del tenebroso vampiro ha dato un’accelerazione notevole ad una carriera in fase embrionale, ma l’oculata scelta dei copioni ha permesso a questa ragazza di confrontarsi con attori e registi di un certo calibro che di certo hanno segnato artisticamente la sua esperienza attoriale.

Figlia di un produttore televisivo, Kristen Stewart nasce a Los Angeles nel 1990, comincia a recitare prestissimo in varie  produzioni televisive, grazie al suo aspetto da ragazza tormentata, cominciano ad arrivare copioni che la vedono incarnare una certa adolescenza inquieta, poi il primo ruolo importante, La regista Rose Troche la vuole accanto a Glenn Close per il drammatico La sicurezza degli oggetti .

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Catherine Hardwicke, dalla bibbia ai vampiri

Ci siamo! Dopo un’anteprima italiana della durata di 15 minuti al Festival Internazionale del cinema di Roma, arriva venerdì nelle sale italiane, in contemporanea con gli Stati Uniti, Twilight, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo culto del 2005 di Stephenie Meyer, diretto da Catherine Hardwicke e sceneggiato da Melissa Rosenberg.

La giovane Bella Swan è sempre stata diversa dai suoi compagni, non le è mai importato di fare amicizia con le ragazze più alla moda del suo liceo di Phoenix. Quando la mamma di Bella si risposa e manda a vivere la figlia con il padre, nella piovosa cittadina di Forks, a Washington, Bella non prevede affatto che la sua vita possa subire grandi cambiamenti.

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Russell Crowe, un gladiatore ad Hollywood

Russell Crowe è oggi attore affermato e di grande richiamo, non si può certo contestare la sua  bravura, e un immenso impegno profuso in ogni personaggio affrontato, uno stile immersivo che ha reso famosi attori del calibro di Robert Deniro, Make-up, chili in più, mimica e gestualità  poco consone al suo aspetto da ragazzone australiano, ci riferiamo al film A beautiful mind, i grandi registi lo cercano per ruoli di un certo spessore e sembrano passati i tempi in cui si lamentava in lui una certa rigidità espressiva e poca capacità recitativa.

Ma facciamo un passo indietro, Russell Crowe nasce a Strathmore Park, sobborgo di Wellington, il 7 aprile 1964. figlio di una coppia addetta al catering sui set cinematografici, il piccolo Russell all’età di 4 anni si trasferisce con i genitori in Australia, dove comincia a familiarizzare con l’ambiente cinematografico e a soli otto anni debutta come orfanello nel serial tv Spyforce.

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Massimo Boldi e una vita nel cinema

Se vi elencassi tutti i flm che Massimo Boldi ha interpretato, con annesse date e registi, magari, ricoprirei più di metà dello spazio che ho a disposizione. Entrato ormai a far parte del nostro concetto di intrattenimento italiano, Massimo inizia la sua carriera artistica partendo da un’angolazione piuttosto lontana rispetto a quello che sarà il suo punto d’arrivo: inizia infatti come batterista in una band.

Lo avreste mai detto ? Io no. Suonò la batteria inizialmente ne I Mimitoki, successivamente con La pattuglia azzurra, il cui frontman era niente meno che Claudio Lippi. Proseguì la sua carriera musicale nell’orchestra di Gino Paoli all’ingaggio presso l’Intras Derby Club a Milano.

E’ proprio nel locale fondato da Gianni Bongiovanni e dalla moglie, sul cui palco si erano avvicendati artisti del calibro di Enzo Jannacci, Cochi e Renato, Giorgio Gaber, Bruno Lauzi, Umberto Bindi, Gino Paoli, Paolo Villaggio, che Boldi si reinventò come cabarettista.

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Simona Ventura, dal calcio, ai famosi, al cinema

Simona Ventura ci riprova con il cinema. Da oggi, 14 novembre la ritroveremo splendida più che mai, accanto ad un uomo che del cinema ha fatto la sua vita, Massimo Boldi, in La ragazza di papà, per la regia di Enrico Oldoini.

Sono passati ben 11 anni, era il 1997, da quando la conduttrice dell’Isola dei Famosi, recitò in Fratelli coltelli, diretto da Maurizio Ponzi, la cui sinossi narra la storia di due fratellastri, Guelfo, nobile fiorentino indebitato, e Felice, proletario barese desideroso di affetto, che si contendono un’eredità. Tra le varie vicissitudini, s’intromette una falsa baronessa russa, dall’eloquio piemontese.

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Jessica Alba, un’attrice in ascesa

Strabilianti curve mozzafiato, volto solare, seducentemente ed ammaliante, fanno di Jessica Alba il desiderio erotico di milioni di uomini. É stata inserita ogni anno nella sezione “Hot 100” della rivista “Maxim”, dal 2003 al 2007, e fu votata come la donna più sexy del mondo da “FHM” nel 2007; sempre nello stesso anno, la nota rivista americana “AskMen”, ha classificato l’attrice al terzo posto nella classifica delle donne più desiderate del pianeta.

Desiderosa fin da piccola di diventare attrice, inizia a studiare recitazione intorno ai dodici anni; il suo debutto cinematografico avviene nel 1993, con il film Camp Nowhere: scritturata per un ruolo minore, poco tempo dopo ne ottiene uno principale a causa dell’improvvisa rinuncia della protagonista originaria.

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Enrico Oldoini, un regista da cinepanettone

Il suo nome è legato a moltissime pellicole che, a parte quelle più recenti, hanno allietato le persone della mia età attraverso le riproposizioni televisive. Enrico Oldoini è regista e seneggiatore originario di Porto Venere.

Dopo aver frequentato l’Università a Roma, città nella quale si è trasferito all’età di vent’anni, si iscrive all’Accademia di Arte Drammatica; qui si dedica inizialmente allo studio della recitazione, ma ben presto comprende la sua vera vocazione.

Chissà da quanto tempo già studiava, osservandole, le persone, cercando il modo più efficace per raccontarcele e allo stesso tempo estremizzarne i tratti salienti e farci fare grasse risate. Il lavoro arriva presto, come sceneggiatore e soggettista: scrive infatti per Alberto Lattuada Così come sei (1978) con Marcello Mastroianni e Nastassja Kinski.

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Michela Quattrociocche, protagonista per Moccia, attrice per Oldoini.

Bella, affascinante, dall’aria sbarazzina, questa è Michela Quattrociocche, fotomodella e attrice Romana, diventata nota per il suo film d’esordio, Scusa ma ti chiamo amore, di Federico Moccia.

Interessata fin da bambina alla recitazione, a dodici anni segue un corso di dizione e portamento. Quindi presta il suo volto per alcuni servizi fotografici per riviste dedicate ai giovani. Essendo alta solo m 1.68 non veniva scelta ai casting per modella.

Nel 2007, anno in cui consegue la maturità linguistica presso il Collegio Nazareno a Roma, dopo aver sostenuto sette provini, viene scelta come protagonista femminile della trasposizione cinematografica del romanzo di Moccia.

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