The Departed-Il bene e il male, recensione

di Pietro Ferraro 4

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Due poliziotti di Boston, due carriere agli antipodi, il primo è Colin Sullivan (Matt Damon) pupillo del boss Frank Costello (Jack Nicholson) che grazie al suo padrino riesce senza fatica ad entrare in polizia, e prefigurarsi una veloce e indolore carriera.

Il secondo è Billy Costigan (Leonardo DiCaprio), stessa provenienza di Colin, un’adolescenza tumultuosa e nessun aggancio strategico, quindi l’unico modo per lui di continuare a fare il poliziotto e mettere la propria vita sul piatto, e accettare un pericoloso incarico da infiltrato nella banda di Costello.

Sullivan e Costigan lavoreranno così da talpe su opposti fronti, il primo passa informazioni decisive al boss onde anticipare le mosse delle autorità, l’altro dopo essersi fatto arrestare, tramite il cugino si inserisce nella gang e comincia a passare informazioni ai suoi referenti del dipartimento, e per poco non riesce a fregare il boss, che però avvertito in extremis la farà franca.

La situazione ora è decisamente cambiata, Sullivan avverte Costello che c’è una talpa nella sua organizzazione, mentre Costigan capisce che la talpa è nel dipartimento, e che ora la sua vita da ultimo arrivato nella gang non vale un soldo bucato.

Il gangster movie ha in Martin Scorsese uno dei massimi rappresentanti del genere, il suo Quei bravi ragazzi è storia del cinema, un cult assoluto che ha figliato ed ispirato piccoli capolavori come il televisivo I Soprano, come degno di nota anhe l’ottimo Casinò, in entrambi i casi il regista esplorava il mondo malavitoso con uno sguardo intrigante e crudele, aggiungendo una connotazione di iperviolenza, smussando l’epica di film come Il Padrino e mostrandoci concetti come onore, rispetto e famiglia in una veste deviante e selvaggia.

Stavolta Scorsese allarga lo spettro inserendo elementi come poliziotti e corruzione, nonchè una tempistica degli accadimenti tipica del thriller, ispirandosi al primo film di una trilogia made in Hong Kong (Infernal Affairs) sfornata dalla coppia di registi andrew Lau e Alan Mak, sfumandone la connotazione action e aggiungendovi di suo un surplus di mestiere e classe.

la Triade cinese diventa la mafia irlandese grazie ad un adattamento a firma William Monahan, nel curriculum l’epico Le Crociate e il thriller Nessuna verità entrambi di Ridley Scott, a cui sia aggiunge un cast impressionante, due veterani come Jack Nicholson e Martin Sheen, affiancati da un terzetto di giovani talenti in costante evoluzione, Matt Damon, Leonardo DiCaprio e Mark Wahlberg.

Dopo averci accompagnato in una Boston plumbea e traffichina, tenuto sulla corda con uno script ad orologeria, Scorsese ci spiazza con un finale per nulla accomodante, e anche se ogni tanto mr. Nicholson si lascia andare a qualche gigioneria di troppo, sfoderando la sua anima da Joker, e Quei bravi ragazzi si dimostra ancora una volta una perla inarrivabile, non possiamo esimerci dal  definire questo film assolutamente imperdibile.

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