Vendicami, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 1

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L’incipit ambientato a Macau ci mostra un’intera famiglia, bambini compresi, trucidata da alcuni killer, la donna proverà fino all’ultimo a salvare i suoi figli, ma non ci sarà nulla da fare, lei sarà l’unica a sopravvivere e ricoverata in ospedale in gravissime condizioni, riuscirà comunque a chiedere al padre, l’ex-killer prezzolato ora chef Francis Costello (Johnny Hallyday), di vendicare la sua famiglia.

Costello sa di essere straniero in terra straniera, manca di agganci e conoscenze che gli permettano di pianificare la sua vendetta, così affida il compito a tre killer del posto, li paga con tutto quello che possiede casa e ristorante parigino compresi, i tre accettano il lavoro inconsapevoli dei guai che l’incarico gli porterà.

Costello ha risolto cosi solo uno dei suoi problemi, l’altro è una ferita alla testa rimediata durante la sua vecchia occupazione che ben presto gli costerà la memoria, quindi il tempo è un altro nemico da combattere, inizia così la ricerca dei killer e del mandante, che si scoprirà essere un potente boss della Triade.

Il regista Johnnie To confeziona un asciutto e raffinato compendio sul genere noir, con una messinscena di notevole  impatto visivo, una fotografia di rara efficacia e un paio di attori di altissimo profilo, l’efficace e intenso Johnny Hallyday cantante e attore francese, che ha preso il posto di Alain Delon che non convinto dalla parte ha dato forfait, e noi visto l’apporto di Hallyday non possiamo che ringraziarlo, e Anthony Wang una vera sorpresa, attore ricco di sfumature, volto granitico e carisma da vendere, già visto nella trilogia Infernal Affairs che ha ispirato il The Departed di Scorsese.

To omaggia anche il western, ma in confronto al collega John Woo altro estimatore del genere, possiede un’impronta visiva decisamente più raffinata, nel film la storia è solo un binario da percorrere, i personaggi maschere su cui il regista imbastisce e costruisce un affresco cupo, ma mai nichilista, sempre sul filo dell’ironia, nonostante il destino come il genere impone farà inesorabilmente il suo corso. To riesce a regalare piccoli sorrisi e grandi emozioni, e naturalmente coreografici scontri a fuoco che sono uno dei tratti distintivi del cinema action made in Hong Kong, anche in questo caso mai eccessivi, sempre sul filo del realismo e molto eleganti.

Vendicami merita elogi e premi ricevuti, accontenterà i cultori del genere, senza dimenticare il grande pubblico, un cinema quello di To che sembra in evoluzione verso una platea più variegata, insomma anche se non siete fan del genere o del cinema orientale in generale, questo film potrebbe sorprendervi.

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