Recensione: Sette anime

di Diego Odello 45

Ben Thomas (Will Smith), un ingegnere aerospaziale, che ha studiato al MIT e che apparentemente sembra una persona felice e cordiale si spaccia come funzionario del fisco per poter avvicinare delle persone in difficoltà a cui vuole dare aiuto, pur di poter espiare una colpa che lo lacera da tempo.

L’unico a conoscenza del suo piano e il suo miglior amico Dan (Barry Pepper), che non sembra affatto d’accordo con il mezzo scelto dal protagonista per completare la sua opera di redenzione, mentre il fratello (Michael Ealy), il vero esattore, lo cerca più volte per riuscire ad ottenere una spiegazione plausibile al fatto che si sia estraniato dalla sua vita, vendendo addirittura la propria villa.

Nessuno sembra riuscire a fermare Ben, che passa le sue giornate ad assicurarsi di aver scelto le persone giuste da far felici, come ad esempio Ezra (Woody Harrelson), il lavoratore non vedente del call center, oppure in ospedale per analisi e visite. Proprio tra i pazienti, però, conosce e si innamora di Emily (Rosario Dawson), una ragazza dolcissima, che ha assoluto bisogno di un trapianto di cuore, ma che, a causa della scarsa compatibilità, rischia di non averlo.

Sette anime (titolo orribilmente tradotto, che non ha niente a che fare con il Seven Pounds di Shakespeariana memoria) è il secondo film americano di Gabriele Muccino, un dramma dal soggetto veramente profondo, che si perde col passare del tempo.

Peccato che il film si salvi solo grazie al soggetto, al cast e alla colonna sonora: la telefonata fatta da Ben Thomas a Ezra all’inizio e i primi flashback della vita passata del protagonista, lasciano sperare in un mordente e in un approfondimento psicologico minuzioso, ma basta poco per capire, che i personaggi secondari rimarranno tali e che tutto il film girerà intorno al rapporto tra Ben ed Emily.

Il film non fa acqua solo per la mancanza di attenzione alle storie secondarie (in due ore di film, vengono trattate con una superficialità incredibile), ma anche per il finale, che poteva essere preceduto da maggior pathos, per il fulcro della storia (ciò che porta Ben a scegliere di agire in quel modo è veramente assurdo) e per la profondità del protagonista, che si salva solo perché chi ha la parte è tale Will Smith. Il suo personaggio è monocorde dall’inizio alla fine, è un caterpillar nei confronti dei sentimenti dei parenti, degli amici e della possibile fidanzata, ed non dimostra mai il minimo dubbio sulla missione che sta per compiere.

Concludendo: Sette anime poteva regalare più emozioni di quanto è riuscito a dare, poteva spiazzare per la sua capacità di graffiare o per la sua durezza. Poteva, ma non l’ha fatto, scegliendo la strada più banale e trasformandosi in un bel film romantico, incapace di andare oltre.

Commenti (45)

  1. D’accordissimo con la tua recensione carissimo Diego…non volevo vederlo ma poi mi ci hanno costretto…Il film risulta piatto,classica regia all’italiana e anche a livello fotografico mi ha lasciato molto perplesso(illuminati con stile pero gli interni notte)…Muccino non da un secondo di respiro alle inquadrature e manca di punteggiatura in fase di montaggio… Un bel soggetto che secondo me non è stato approfondito abbastanza ne a livello tecnico ne psicologico.Will Smith mi ha un po deluso…meglio Rosario Dawson.

  2. Invece il film mi è piaciuto tantissimo; secondo me le stroncature dei critici vengono o da chi proprio è sintonizzato su altre frequenze (americani) o da chi è forse troppo troppo cerebrale e tecnico (italiani). La storia è densa, intensa, coinvolgente anche se inverosimile, ben diretta e ben recitata (su tutti Rosario, strepitosa), e i difetti che vengono rimproverati al film diventano un pregio: un’opera emozionante e anche sbagliata, proprio come la vita. Le sette libbre di carne, dopo la visione con le antenne giuste drizzate, rimangono a lungo nell’anima dello spettatore.
    Film da non perdere, come “into the wild” l’anno scorso.

  3. @ Carlo:
    SETTE ANIME: é un film stupendo e molto commovente. Chi critica questo film è incapace di coglierne il vero significato! queste persone che vadano a vedere i soliti filmetti ke alla fine non ti lasciano niente dentro.. se non le risate del momento..ma già dopo qualche giorno non ricordi + neanche chi erano gli attori..
    Sette anime è uno dei film + belli e commoventi che abbia visto.
    Alla fine del film 3/4 di sala aveva gli occhi lucidi(me compresa).
    la scena finale è forse la scena + commovente di tutto il film xkè dietro quelli sguardi c’è tutto l’amore di una persona che ha dato loro la possibilità di continuare a vivere! e questa scena a me fa pensare a tutte quelle persone che sono morte in incidenti stradali o malattie e ke donando i propri organi hanno ridato la vita ad altre persone. non bisogna fermarsi alla semplice trama. bisogna andare al di là e coglierne il vero significato.

  4. Non condivido assolutamente la recensione,la trama è molto bella e è uno dei film più belli che ho mai visto,e ne visti tanti…
    Definire banale il film è un insulto,e anche definirlo piatto e solamente romantico.
    I personaggi secondari non sono in rilievo propio perchè la storia è su Ben e non su gli altri.
    Chi non apprezza film così non riesce a capirlo davvero e come ha detto MICIA “che vadano a vedere i soliti filmetti ke alla fine non ti lasciano niente dentro.. se non le risate del momento..ma già dopo qualche giorno non ricordi + neanche chi erano gli attori..”

  5. i critici che brutta razza…..
    Allora cosa deve regalare un film?emozione…e a me l’ha regalata, perche esiste una distinzione cinematografica di ruoli ? perche il protagonista fa il protagonista e il personaggio secondario fa il personaggio secondario…se diamo spessore ad un coprotagonista non lo si puo piu etichettare come tale…poi le luci????ma questo sono tecnicismi e io sinceramente odio quei film dove nelle scene di notte sento solo l’audio…il significato profondo del film; è come un trapianto possa cambiare la vita di una persona..la morte non è l’ultima spiaggia da questa si puo trarre qualcosa di buono…l’attore è straordinario, si critica la sua freddezza, ma qui si sta parlando di un uomo che ha perso tutto che è sfiduciato dalla vita che ha un unica ossessione :la sua redenzione, non di scamarcio che deve andare ad appendere uno striscione su un ponte….ho visto il filme attorno a me la gente piangeva e non si tratta solo della storia perche se la leggi non è che ti metti a piangere….

  6. @ Carlo:
    @ MICIA:
    @ Andrea:
    @ nando:
    Amici lettori o in questo caso “Critici del critico” (quindi rientranti nella brutta razza che devono vedere i filmetti).
    La differenza tra un critico e uno spettatore è che lo spettatore si basa sull’emozione che è del tutto soggettiva (A Paolo non è piaciuto, a voi si e così ad altri lettori che non lasciano commenti), mentre il critico deve cercare un certo distacco sin dalla visione.
    Nel commento vi parlo da spettatore, perché mi fa sempre piacere poter parlare con chi mi legge (odio il distacco Critico/Lettore): la sera che l’ho visto con la mia ragazza, mentre lei lo guardava e diceva che era noioso (suo giudizio personale), io lo guardavo e aspettavo un finale strappalacrime (mi son detto: soggetto spettacolare, adoro Will Smith, La ricerca della felicità mi ha emozionato parecchio, vedrai Diego ora cosa accadrà!) e purtroppo per me non l’ho sentito tanto quanto quello del film precedente.
    Sono tornato a casa e ripensandoci mi son detto:”Che peccato!”. Lungo il cammino mi sono trasformato nel tremendo critico, quello che doveva analizzare il film mettendo da parte l’adorazione per Smith.
    Il resto ve l’ho scritto nella recensione.

    Passo a rispondere ad alcune affermazioni:
    1 Avere un ruolo secondario non vuol dire non avere una forte caratterizzazione, ma semplicemente non essere il protagonista, la figura principale del film.
    2 Un film regala emozioni a prescindere dalla qualità: alcuni ridono con Natale a Rio (io non ci riesco), altri piangono con Twilight. Non è l’emozione che rende un film ben fatto, semmai lo rende speciale ai nostri occhi.
    3 La freddezza del personaggio: la grandezza di attore si vede dalla sua capacità di dare mille sfumature allo stesso stato d’animo. Nel film si nota una evoluzione nella storia (prima di conoscere la ragazza lui è certo della scelta, poi l’accetta perché deve non perché vuole), meno quella del personaggio.
    4 Molti piangevano: credo che gran merito l’abbia avuto la colonna sonora sempre puntuale.
    5 Sottolineando il bellissimo messaggio che manda, confermate semplicemente che l’idea di base (il soggetto), fosse veramente grandioso.

    Buona giornata e viva il cinema che ci emoziona a prescindere dalla critica!

  7. Sono d’accordissimo con la tua recensione Diego non ti sei fatto abbagliare da due lacrime e una situazione triste gratuita e forzatissima, senza parlare poi dei personaggi secondari che definirei più comparse, c’è chi ti dice che è meglio guardare i filmetti panettone stile natale ovunque che scrivere una recensione come la tua ma purtroppo per loro non si sono accorti però che questo film è esattamente lo stesso soltanto messo in chiave triste.

  8. @ Diego Odello:
    Ho appena letto quello che ha scritto ai “critici del critico” e non sono affatto in sintonia con lei. Gli spettatori non sono tutti “ignoranti” in ambito cinematografico. Con l’informazione quasi tutti siamo in grado dare un giudizio “critico” ad un film. Sono un’amante del cinema e un’appassionata di libri e non piango se non trovo un motivo o un emozione ben precisa per farlo.
    Ieri sera al cinema mi sono sentita male…ero una di quelle con le lacrime agli occhi e non me ne vergogno. Ho avuto il mal di testa per tutta la sera perchè non riuscivo ad esternare bene quello che il film mi aveva lasciato.
    Non mi era mai successo prima che un film mi facesse pensare cosi tanto.
    Forse è vero che will smith poteva cambiare espressione facciale ogni tanto…ma ci siamo chiesti se il senso del film era poprio quello di esprimere il vuoto infinito in cui viveva il personaggio dopo l’incidente? Cosa farebbe una persona SENSIBILE nei suoi stessi panni? Come si vive con un rimorso del genere? Provo ad immaginarlo ma è troppo impegnativo entrare nei suoi panni. E poi mi faccia capire una cosa: lei non ha pianto? Le dico che la gente la colonna sonora non l’ha proprio sentita…troppo impegnata a nascondere il dolore che il film regala. Anche da spettatore è troppo critico! Se ricorda: Dio ci ha messo 7 giorni per creare il mondo…lei ci metterebbe 7 secondi per distruggere un film.

  9. @ manuela:
    Ciao Manuela.
    Intanto ti prego di darmi del tu sennò mi metti in difficoltà (grazie della tue educazione).

    Provo a risponderti:
    1) Non ho pianto, ma non mi sarei vergognato di farlo.
    2) Non ho distrutto il film, ma ho semplicemente detto che se fosse stato fatto meglio sarebbe stato da Oscar, invece si riduce ad essere un bel film romantico.
    3) Se mi facessi condizionare dalle emozioni che provo quando vedo un film, non darei un buon servizio ai miei lettori e finirei per valutare ottimamente il film che mi emoziona e male quello che non mi emoziona, senza capirne il motivo.
    4) Voi lettori siete fondamentali e se vi considerassi ignoranti non vi risponderei nemmeno: voi siete quelli che spendono i soldi per andare al cinema e voi siete l’unico vero giudice di un film. Se guadagna è un successo, se non guadagna è un flop.
    5) Ogni commento che leggo parla di emozioni e sono felicissimo, che vi abbia emozionato, ma vorrei anche leggeree qualcuno che approfondisca il film, mi dica cosa gli è piaciuto e cosa sarebbe potuto essere fatto meglio.
    6) Il finale del tuo messaggio è splendido!

  10. ma come si fa a dire che “non dimostra mai il minimo dubbio sulla missione che sta per compiere”? ma che film ha visto il sig. Odello?! ha sbagliato sala o era andato a prendere il pop corn quando, ad esempio, il protagonista va a chiedere la percentuale di probabilità di trovare un donatore per Emily? o pensa che lo abbia chiesto per fini statistici?
    E’ vero, si poteva approfondire di piu ma solo producendo un film da 6 / 7 ore, perche criticare in modo cosi di parte?

  11. @ Federico:
    Grazie per il lei, ma dammi pure del tu.
    Mi fa piacere che hai citato uno dei pochi momenti in cui il protagonista ha avuto un’incertezza: quella è la richiesta di una conferma più un ripensamento secondo me. Tra l’altro se anche avesse trovato un donatore per Emily avrebbe dovuto ancora sistemare il cieco.

    In due ore si poteva approfondire mettendo meno carne al fuoco alla fine è un film sulla drammatica scelta di un modo per espiare le proprie colpe, non uno sulle persone che ha salvato (tanto che veniamo a sapere solo alla fine che il primo della lista ad essere salvato è stato il fratello).

    Perché dovete leggere la mia critica in maniera negativa?
    Qualche è il modo per criticare non di parte? Da che parte mi sarei schierato?
    Semplicemente non grido al capolavoro, ma dico che è un bel film. Io non mi espirmo in voti, credo che non siano rispettosi, ma se voi leggete la mia recensione e gridate allo scandalo devo intuire che pensate che gli dia la sufficienza, invece per me è nettamente al di sopra, solo che mi è dispiaciuto che non ha sviluppato tutte le potenzialità.

  12. Diego, passo al tu con piacere ed emozione.
    Mi fa piacere scoprire di aver frainteso il tuo giudizio sopra la media con un “appena sufficiente”, sopra la media ma non capolavoro coincide con la mia opinione e, credo, con quella di chi, prima di me, ti avevo contestato in questa recensione.
    Chiudo con un appunto: la rivelazione del dono al fratello era già apparsa all’inizio, nella telefonata in cui il fratello contesta a Ben di aver portato via qualcosa da casa (scopriamo poi essere il distintivo) ma lui gli dice “ti ho lasciato qualcosa di più prezioso”. Era un film da seguire con attenzione, con piccoli indizi qua e là, che poteva sembrare confuso e forse noioso. Non la solita americanata dove tutto deve essere esplicito per permettere ad un pubblico non furbo come quello USA di capire cosa ha visto.
    A presto.

  13. @ Federico:
    grazie dell’emozione, ma è troppo 🙂
    1) Quando dico si scopre alla fine, intendo è palesato alla fine, esplicitato.
    2) Non credere che il pubblico americano sia così scarso: se guardi su imdb il film ha una media punti di 7,6 che alla fine è di poco più alto di quello che gli darei io. E’ la critica che ci va giù più duro di quanto mi potessi aspettare.
    Torna a trovarmi e a darmi le tue opinioni.
    Buona serata

  14. Salve a tutti.
    Premetto ke nn mi ritengo un “esperto” in materia di film, e qndi vi do la mia opinione da semplice spettatore “ignorante”.
    Io sono un amante di film tipo azione e avventura (sparatorie e morti ogni 2 minuti x capirci), xò dato ke will smith è uno dei miei attori preferiti ho voluto guardare questo film, come già fatto in precedenza con “alla ricerca della felicità” (che reputo uno dei migliori film mai interpretati da lui).
    Sono uno che nn si emoziona di certo guardando un film, e che nn piange mai. Xò dopo aver visto questo film c’è stata la prima volta anche x me! A mio parere le emozioni che suscita qst film nn le ho mai trovate in nex altro film ke ho visto fin’ora (e nn sono pochi, neanke di qst genere). L’intensità di questo film è a dir poco magnifica; per i più può sembrare noioso, xò a mio parere Muccino anche qst volta ha fatto un film ke ha centrato il segno (come gia accaduto con “la ricerca della felicità”). L’ho visto 2 volte e x 2 volte ho pianto. l’interpretazione è sublime e secondo me il fatto di far sembrare uguale il personaggio x tutta la durata del film è voluto (anche xk stiamo parlando di Will Smith, non del primo bimbetto ke passa x la strada) e se avesse voluto, avrebbe potuto interpretarlo con + “pathos”. Si capisce bene dalla scena della cena con Emily, qnd lei vuole ballare e lui sembra distaccato, come lo è stato fin li, e dove si lascia andare solo nella scena d’amore.
    Che dire… Voto a qst film? Sarò esagerato ma un 8 1/2 io nn glielo nego!
    A presto!

  15. Secondo me chi ha scritto questa critica è la vera persona che non è riuscita ad andare oltre.

    bravo Gabriele, sei un vero gallo!
    Uno dei più bei film che abbia mai visto come soggetto (forse un po’ meno per l’ interpretazione)

    ma bello bello bello

  16. @ h8h:
    ecco che ti risponde chi ha scritto questa critica: perché se tu parli di uno dei più bei film che tu abbia mia visto come soggetto va bene, mentre se lo dico io non riesco ad andare oltre?
    Perché se l’interpretazione ti è piaciuta meno di quello che ti auguravi tu riesci ad andare oltre e io no?
    Mi spieghi cosa mancava nell’interpretazione secondo te?

  17. Ho visto questo film ieri sera, con la mia ragazza…
    La lacrimuccia finale, lo ammetto, è scappata. Ma io mi commuovo sempre, al cinema, anche quando guardo un film con Schwarzenegger, quindi non faccio molto testo…! ^^

    Dirò subito che la pellicola mi ha deluso, e non poco… Il soggetto (veramente strepitoso!) è stato vanificato in una sceneggiatura tremolante, con stacchi “emotivi” illogici, tutta volta a creare “sensazione” e basta…
    Will Smith è uno degli elementi che, in parte, salvano il film. La sua determinazione a non affezionarsi a nessuno (in fondo, è una vittima sacrificale autoimposta) è magistrale, così come lo sono i suoi crolli emotivi in alcune scene-chiave.
    La fotografia è un altro elemento gustoso, mentre per quanto riguarda l’uso della macchina da presa, la scelta di avere sempre inquadrature mobili con la macchina da presa in spalla, per accrescere il senso del dramma e della precarietà della situazione, risulta scontata e fastidiosa.
    La colonna sonora non è male. Anche se (e qui mi vengono i brividi) l’unico brano portante dell’intero film (il tema d’amore, per intenderci) è la stessa “The crisis” di Ennio Morricone, quella che Tornatore utilizzò come tema d’amore principale per “La leggenda del pianista sull’oceano”… Questa non è una citazione! E’ un espediente furbesco, ecco cos’è…

    Il resto del film è il (vano) tentativo, da parte di Muccino, di replicare il successo di “La ricerca della felicità”, film che ho amato alla prima visione e che è, questo sì, dimostrazione che il cinema italiano può ancora competere con quello americano.
    “Sette Anime” risulta pretenzioso e mal diretto, una pellicola che sa quali bottoni premere per far piangere la gente, ma che di fatto non può essere assolutamente annoverato tra i migliori film che si siano visti.
    Il nostro cinema ci ha regalato altre perle, perle vere: “La vita è bella” di Benigni (che, caso strano, ha avuto come seguito un altro film pretenzioso e autocelebrativo, “Pinocchio”), il già citato “La leggenda del pianista sull’oceano” di Tornatore… o “C’era una volta in America” del compianto Leone…
    Muccino, dopo il grande “La ricerca della felicità”, è scivolato su ciò che il cinema italiano, ormai, ama produrre di più: storie che facciano piangere – tout-court -, senza curarsi della qualità stilistica, che è importante alla stessa stregua.
    Per girare un buon film non basta una bella storia (come è bella quella di “Sette Anime”), ma anche una lucidità registica che regga il racconto, esaltandolo al meglio. Se ci affidiamo solo al sentimentalismo, allora tanto vale vedere un film imperniato sulla morte di un gattino ed eleggerlo a capolavoro del cinema…

  18. Diego, non sono d’accordo quando dici che lo spettatore, a differenza del critico, guarda solo all’emozione. Io non sono un’esperta di cinema, ma una spettatrice, e ti assicuro che il film non mi è assolutamente piaciuto, perchè, pur se solo spettatrice, so di essermi annoiata per delle evidenti carenze del regista. Il film è piatto, molto lento, aspetti che succeda qualcosa di così particolare che ti faccia cambiare parere, invece scade, diventa banale e scontato. L’ incidente, la moglie morta, i sensi di colpa…niente di nuovo, insomma! E poi se dovessi definire con un aggettivo soprattutto la prima parte del film userei “sporco”: c’è una confusione incredibile, prima usa i flashback, poi all’improvviso ci ficca la voce fuori campo del protagonista, insomma…Muccino, come al solito, secondo me, ce la mette tutta per partorire un film “alternativo” e particolare, e invece poi imbratta tutto e cade nella totale banalità.
    Non voglio dire che è un pessimo film, ma non merita per niente tutto il successo che sta avendo( il cui merito è soprattutto della fama di cui gode Will Smith).
    That’s all, folk!

  19. Sono un’amante del cinema e una che davanti ai film si emoziona e piange, senza trattenere le lacrime e quando sono andata a vedere Sette Anime ho portato una scorta di fazzoletti…….. che non ho usato………………
    Purtroppo, e dico purtroppo, il film ha deluso le mie aspettative… ho trovato più emozionante “La ricerca della felicità” e storie con personaggi più reali e “concreti” come ad esempio il personaggio di Argentero nel film “Solo un padre” di Lucini (che mi ha fatto piangere parecchio!!)… A mio avviso Muccino ha esasperato la storia, con l’intento di far obiettivamente struggere… dunque concordo con quanto detto da Diego e Vittorio specialmente: è difficile non far piangere la gente quando si racconta di vite appese ad un filo, disperazione, di malattia e morte… Il film è bello, ma a mio avviso troppo pomposo… Meravigliosa la Dawson!! In ogni modo, come quello di ognuno di voi, questo è solo il mio personale parere.

    (PS: Caro Diego… hai visto The Millionaire??? che ne pensi???)

  20. @ aile:
    1) La differenza tra spettatore e critico e che il secondo non può e non deve fermarsi all’emozione che un film suscita, mentre lo spettatore può fermarsi al piano dei sentimenti. Lo spettatore non è costretto ad essere esperto di cinema, ma ciò non vuol dire che questo non possa essere più dotto di un critico.
    2) Sette anime deve anche ringraziare l’enorme distribuzione che gli è stata riservata.
    @ Sara:
    The Millionaire? Geniale, coinvolgente. Leggi la mia recensione. Aspettando Benjamin Button tifo per lui ai prossimi Oscar (anche se per me il miglior film dell’anno è wall-e)

  21. @ paolo:

    la riprova del fatto che è un film eccezionale viene dal fatto che all’uscita di un multisala è facile capire chi ha appena visto “sette anime”.
    sono quelli che stanno zitti, poca voglia di parlare. sintomo di un interiorizzazione in atto, sintomo del fatto che il film ha fatto centro nel cuore e nell’immaginario di chi lo ha visto. per me è stato grande, una tensione emotiva che non scende mai ed un sentimento fortissimo.

  22. Il film è bello.
    Viene raccontato come un giallo. Poco a poco si scopre il movente.
    La scena più intensa, è quella relativa al racconto di lei in merito a un cuore nuovo.
    Per capirlo, devi aver passato qualche brutta storia, e non essere ancora convinto di aver raggiunto qualcosa.

  23. Ho visto il film ieri sera, mi è piaciuto molto, non è un capovaloro.
    Forse Will Smith non ha il fisico più adatto per un personaggio così sofferto, fisico troppo bello e senza difetti, ma bella la sua recitazione così come quella della Dawson.
    Storia che se hai vissuto un pò e hai già affrontato qualcuno dei tanti drammi che piegano o esaltano i protagonisti di questo film, ti colpisce come un pugno. Non sarà un capolavoro ma è un gran bel film.
    Paolo – Legnano

  24. al diavolo la critica, il film è bellissimo ( certo nn cm la ricerca della felicità, ma è molto commovente, soprattutto nella scena verso l’inizio in cui will smith offende ezra).La critica si basa troppo sui dettagli; lo spettatore giudica dall’emozione. E come smpreha sempre ragione il cuore……….

  25. Cari amici,

    non vi conosco ma vi ho letto. Ho visto ieri sera il film e posso dire che mi è piaciuto molto. E’ piaciuto anche a mio padre con cui sono andato a vederlo. Vorrei fare una critica unicamente positiva sulla trama, ma a mio parere il problema della vicenda è che la scelta di Tim Thomas, era eticamente molto discutibile. Tim era un ingegnere del MIT e come ingegnere ha ragionato fino alla fine della sua esistenza. Il titolo in italiano non ha molto senso perchè di tutto si parla fuorchè delle anime. Tutto il film è incentrato sui corpi. Tim sapeva costruire astronavi, riparare una stampatrice. Da ingegnere ragionava anche in relazione ai problemi degli altri. Vedeva se stesso non come corpo e anima, ma solo come una dispensa vagande di organi di ricambio per altre persone, ma noi non siamo solo la somma delle nostre parti. Siamo molto di più. Il protagonista aveva la sua anima, l’ottava anima quindi, imbruttita dal senso di colpa. Talmente imbruttita da non tenerne neppure più conto. Lui era solo sette libbre di carne da usare come pezzi di ricambio per altre sette macchine che la sua laurea non era in grado di riparare. La sua scelta etica è l’esaltazione del materialismo e dello scambio su base prettamente calcolatrice. Ma dove sta scritto che se sei responsabile della morte di sette persone, per espiare quella colpa devi portare felicità a sette altre persone? Questa è una logica da supermercato. C’è una logica che va oltre il materialismo e il consumismo ed è la logica della fede di cui in questo film non si è accennato minimamente. Anche San Francesco aveva sensi di colpa per la sua vita precendente e con la sua esistenza negli ultimi 800 anni ha dato felicità a milioni e milioni di persone. Se quindi sei responsabile della morte di sette persone chi ti dice che per espiare quella colpa tu non debba dare felicità a 7 milioni di persone? Ovviamente questo non lo puoi fare con i pezzi del tuo corpo ma lo puoi fare con l’esaltazione della tua anima attraverso la preghiera. E in questo film non c’è alcun accenno all’esistenza di un D-o e nessun accenno ad una preghiera pronunciata sulla tomba delle vittime. Tim Thomas era un materialista ateo che si è interrogato sul senso della tragedia che aveva vissuto e da materialista ateo ha dato la sua risposta etica. Non ha posto la sua esistenza al servizio di una Volontà Superiore. Era la sua di volontà ad essere al di sopra di tutte le altre. Tim Thomas era diventato il dio di se stesso e di tutti gli altri. Lui poteva salvare gli altri solo riconducendo tutto a se stesso. Nel momento stesso in cui ha compiuto il sacrificio supremo lui ha di fatto voluto esaltare la propria divinità. Questo è delirio di onnipotenza. Tim Thomas era un uomo malato nell’anima, ma con un corpo sano. Ed ecco il perchè della sua ossessione di ricercare persone malate nel corpo con una anima candida. Il dare a queste sette anime pezzi del suo corpo era il modo di gridare il senso di inutilità e di disprezzo che provava per la propria di anima. Ed esattamente come non sapeva fare nulla per curare la propria anima nulla riteneva possibile per curare l’anima altrui. Non a caso difronte al tizio malato che maltrattava i pazienti della sua clinica gli schianta il cranio contro un vetro. Questo perchè difronte alla malattia dell’anima Tim si sente impotente e non sa come porre rimedio. Ne per se stesso e neppure per gli altri. Per lui le persone che ha difronte sono solo dei corpi che lui deve cercare di riparare se secondo la sua coscienza etica se lo meritano. Se non se lo meritano, che crepino. Ma nella religione il sacrificio più estremo, il vero atto d’amore senza riserve, è quello che viene compiuto proprio per salvare coloro che sono peccatori. Fare del bene a chi fa già del bene è facile, ma la vera grandezza interiore la si dimostra facendo del bene a coloro che fanno del male. Amare i propri nemici. Ma allora cosa ci insegna questo film? Questo film, a mio parere fenomenale, ci insegna quanto sia facile allontanarci dalla Verità lasciando che la nostra visione della realtà sia offuscata da una falsa visione della Verità. C’è una sola lampada che può dare luce ai nostri passi così da poterci aiutare a discernere fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato: si tratta delle scritture sacre. Ponendo la trama del film sotto i riflettori di questa Luce delle luci ecco come facilmente ne emergono le innumerevoli zone di ombra. Tali zone d’ombra non sminuiscono il film, ma ne fanno emergere il vero valore educativo, lasciando al singolo spettatore di capire che cosa è giusto dal modo errato di agire del protagonista.

    Un abbraccio a tutti.
    Daniele.

  26. @ Daniele J. Farah:
    Complimenti per la lettura del film, molto piacevole e riflessiva!

  27. Il film mi è piaciuto molto e non sono d’accordo con la recensione di Diego.
    Il film è ben strutturato dal punto di vista registico. Il cast ovviamente è azzeccatissimo e Will Smith ha dato una delle sue migliori interpretazioni. Ciò che caratterizza il personaggio di Tim è proprio la sua “monotonia”, il non cambiare mai, la sua convinzione verso il suo scopo. ed è giusto che sia così, perchè se avesse esitato anche per un momento, dando retta a parenti e amici, si sarebbe perso il carattere del personaggio.
    Gli altri personaggi devono rimanere in secondo piano, perchè sono stati scelti da Tim. Lui sa che sono persone buone, che si meritano il suo sacrificio. L’unica che non riesce a convincerlo fin dall’inizio è proprio la ragazza, che alla fine sarà quella che forse merita di più di essere salvata. Sarà la persona che farà rivivere Tim.
    Non posso dire altro che bravo Muccino, bravo Will e tutti quelli che hanno partecipato a questo film.

  28. Amo il cinema, soprattuto d’azione!
    Credo che attaccare i critici cinematografici sia una mezza follia !
    Tuttavia anche il sentimento popolare va ascoltato!
    Credo che Muccino abbia le carte in regola per vincere l’Oscar prima o poi!

  29. Inizio a guardarlo, be perplesso ,xchè Muccino nascondeva nel film cosa stesse accadendo ma non con intelligenza e maestria ma nascondendo gli eventi in maniera un pò irritante, e mi chiedevo xchè trattasse coi male ad esempio il povero cieco, e quando questo povero tapino non gli ha risposto per le rime ne è rimasto contento.. come se Coglione = buono
    e via cosi calpestado molte cose sentimenti con un cmportamno decisamente brutto, tralasciando molte cose interessanti .. o La Storia d ‘amore è decisamente banale come uno solo ha già detto, …fa innamorare una donna e anche lui stesso per poi regalargli un cuore …spezzandolo????? ma che modo di fare sarebbe.. Qualcuno a detto Modello di comportamento Ieale ???? Mi spaice ma ci son Centinaia di pellicole di qualsiasi altro genere di guerra fantascienza in cui storie d’amore son olto piu belle.. …come mai esegue” una strage e si aggira indisturbato ??
    Se vendeva un rene salvava 500 bambini in Africa e poteva impegnarsi per il sociale in altre centinaia di modi..
    ma che modo di fare sarebbe..Il SUicidio è Abominio non è precetto Cristiano Ortodosso e .. un medico non accetterebbe mai di uccidere uno per salvarne 100.. Giuramento di Ippocrate.. Insomma Ingegnere Aerospaziale e non trova di meglio , prima distrarsi con un cellulare e poi fare quelle scelte assurde, per redimersi ?? baa
    Qualcuno a detto Modello di comportamento Ieale ???? …co
    me mai esegue” una strage e si aggira indisturbato ?? … Read more
    Se vendeva un rene salvava 500 bambini in Africa e poteva impegnarsi per il sociale in altre centinaia di modi..

    Per mè il film è stato BRUTTO,non crtico certo la bravura di SMith ma la discutibilissima regia, e trama, volutamente e bruttamente nascosta fin che da metà o piu del film diventa chiaramente capibile dove sta andando, Se vi commuovete per questa storia Sadomasochista , Io cercherei in voi di rivalutare il vostro senso Critico..
    E anche l evolversi degli eventi secondo mè non tengono attaccati allo schermo…
    :

  30. quelli che criticano negativamente questo film lo fanno solo per partito preso…perchè è un film di muccino andato in america a holliwood a ‘sputtanarsi’ direbbe il giovane H. e sono poi gli stessi che infilano tre metri di lingua in ogni stronzata almodovar ci regali un anno si e l’ altro no. sempre per partito preso…perchè l’ una cosa è figa figosa (de che? boh!) (gliel’hanno insegnato a scuola? il prof con la lavagna di ardesia?)e l’altra no….un po’ per questo un po’ perchè ‘je rode’

  31. Assolutamente contrario alla recensione. È un film impegnativo ma che non riesci a mollare nonostante sia molto lungo e toccante. Lo considero uno dei migliori film dei nostri giorni i quali in genere sono davvero banali e diseducativi.
    Uno consiglio: non guardatelo se siete depressi!

  32. @ McAND:Sono d’accordo con te solo sul fatto che il suicidio non segue le idee Cristiane, però va’ anche valutato il fine di tale gesto, seppur effettivamente scorretto.

  33. Che dire, a me emozionalmente è piaciuto tantissimo…era da un’ pò di tempo che durante i titoli di coda rimango li da solo a riflettere…come emozioni posso paragonarlo a Crash – Contatto fisico…..anche se questo rimane un gradino sotto…a mio avviso questi due film come storia hanno lo stesso potenziale, Crash l’ ha sfruttato in pieno, Muccino no. Il finale non è scontato….ma lo si intuisce più volte…insomma non è un finale all’ american Beauty che ti fà rimanere paralizzato come un fesso.
    Non sono d’ accordo sul fatto che sia lento o noioso…ogni film a mio avviso ha una sua “velocità” e questo ha la sua, bisogna solo spegnere tutto…cellulari ecc…nascondere tutti gli orologi e lasciarsi trasportare fino alla fine.
    Chiudo parlando della colonna sonora…e devo dare ragione al 100% a Diego, io sono un appassionato e collezionista di colonne sonore e lasciatemi dire che, sopratutto a livello emozionale, la colonna sonora ha un importanza immensa, più di quel che gli viene riconosciuta.
    Leone non sarebbe mai stato Sergio Leone senza Morricone, così come Burton senza Elfman … James Bond senza il suo tema ? Indiana Jones ? pensate al tema di Indana Jones…..basta sentire quel tema durante il film e già si capisce che stà per apparire Ford…che puntualmente frusta in mano, raccoglie il cappello e lo indossa…!! Pensate alla musica del Gladiatore di Zimmer….non potete dire che non sia una parte fondamentale del film.
    E qui in Sette Anime, non a caso, il pezzo più struggente e che più emoziona è proprio del buon Ennio Morricone, The Crisis , preso in prestito da un altro capolavoro La Leggenda del Pianista sull’ Oceano.
    Titolo non fù mai così giusto….a Sette Anime io dò un mio personalissimo 7…..con il rammarico di non potergli dare un 8/8.5 ed il dispiacere per non averlo visto protagonista agli Oscar…..poteva davvero riuscirci. Ciao a Tutti e viva le OST !

  34. A mè il film è piaciuto.
    Certo si poteva fare così e cosà,
    Smith poteva recitare meglio,
    Muccino poteva sviluppare,
    ma a mio modestissimo parere un film deve “muovere”.
    Muovere a pensare , riflettere ed emozionarsi.
    E vista la varietà di commenti e critiche ( positive o negative che siano, condivisibili o meno ) credo che Muccino & C. abbiano colpito nel segno ed abbiano raccontato una bella storia.
    Degna di essere vista.
    Se poi vogliamo disquisire su tecnicismi e tutti i possibili “se” e “ma” credo che la magia del cinema andrebbe un pò perduta.

  35. @ Diego Odello:
    Ciao diego.. io amo molto il cinema…. ma sarei presuntuoso nel asserire d essere un intenditore o un critico….
    semplicemente posso dire ke qst è un film ke m ha commosso tantissimo… smith è stato fenomenale… nn c’è alcun dubbio… però dawson forse m ha emozionato ancora di più… cmq c tenevo a dire ke un tuo commento sul film m ha aperto mlt gli occhi…per esempio il fatto ke il film emoziona molto anke grazie alla bellissima colonna sonora…COMPLIMENTI sei bravissimo e soprattutto mlt chiaro…. RESTA IL FATTO KE PER ME IL FILM è FANTASTICO…..

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