La rapina, recensione

di Pietro Ferraro 2

 Il piano sembra rischioso, ma abbastanza folle da poter riuscire, si tratta di rapinare uno dei più grandi casinò di Las Vegas, il Riviera, svuotarne il caveau approfittando della confusione creata da uno dei più grandi raduni di imitatori e cultori di Elvis Presley.

Dopo un incipit da vertigine e una serie di imprevisti che rischiano di far saltare il piano, la nostra banda bassotti con ciuffo e occhialoni d’ordinanza fugge con tre milioni di dollari.

Purtroppo al momento della spartizione nascono i primi dissidi, lo psicopatico e violento Thomas (Kevin Costner), tra le sue fissazioni qualla di essere il figlio illegittimo del mitico Elvis, cerca di far piazza pulita dei complici, ma uno di loro, Michael (Kurt Russell, riesce a cavarsela…

La rapina manderà in brodo di giuggiole gli amanti dell’action, alcune sequenze lasciano il segno, per non parlare del notevole cast, che vede oltre a Christian Slater, un grande Kurt Russell, e un luciferino Kevin Costner con basettoni e pancetta veramente spassoso.

Unico neo del film è una regia chiassosa e sopra le righe anche per un action come questo, a partire dall’agghiacciante incipit con scorpioni da videogame, il regista Demian Lichtestein parte decisamente male e solo grazie ad un gran cast e ad una sceneggiatura decente riesce a portare a casa un risultato dignitoso.

La rapina rimane comunque un divertente road-movie formato videoclip, con un cattivo da western, un rapinatore dal cuore d’oro, una spettacolare rapina senza dimenticare il grande Elvis.

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