Recensione: Inkheart-La leggenda di cuore d’inchiostro

di Pietro Ferraro 6

Mortimer Mo Folchart (Brendan Fraser) e sua figlia la dodicenne Meggie (Elizabeth Hope Benneth) condividono la stessa passione per la lettura, ed anche un dono magico che permette loro di dar vita ai personaggi delle loro letture, semplicemente leggendo ad alta voce le loro storie.

Ma questo dono ha un prezzo, e molto alto, ogni qualvolta uno dei personaggi letterari prende vita un personaggio reale sparisce all’interno del libro così da riportare l’equilibrio tra i due mondi. Durante una visita in una libreria a caccia di letture interessanti Mo percepisce delle voci che sembrano provenire dalle pagine di un libro, lo individua e scopre con stupore che si tratta del libro di Inkhearth

Sono anni che Mo è alla ricerca di quel volume all’interno del quale una notte è improvvisamente scomparsa sua moglie Resa (Sienna Guillory), all’epoca Meggie aveva solo tre anni, quindi recuperato il magico tomo, il piano di Mo è recuperare la moglie, ma non ha fatto i conti con Capricorn (Andy Serkis), il malvagio protagonista del libro che rapisce anche Meggie e costringe sotto ricatto Mo a materializzare alcuni loschi personaggi del libro.

Mo non si da per vinto e raggruppata una squadra di personaggi reali e immaginari decide che è il momento di chiudere i conti con il mondo di Inkheart e di rispedire Capricorn tra le pagine del libro una volta per tutte, e il gruppo si lancia al salvataggio della moglie di Mo…

Inkheart, è un ottimo esercizio di stile, tecnicamente ineccepibile, gli effetti visivi sono perfetti, forse anche troppo, si citano Il mago di Oz, La storia infinita e The Pagemaster, senza però avere una propria forte identità definita, il mondo di Inkearth è sicuramente affascinante, Brendan Fraser è una sicurezza così come tutto il cast che si logora nel tentativo di dare fiato ad una storia che lascia però un pò perplessi.

Qualcuno ha affermato che il film descrive i libri come un pericolo e ne mina il fascino, ma su questo non siamo d’accordo, la lettura ha bisogno di film come questo, certo, solo una piccolissima percentuale di spettatori terrà in sè, all’uscita dal cinema la voglia di leggere un libro, ma bisogna accontentarsi, dopotutto la saga cartacea del maghetto Potter ed altre fiabe dimostrano che i libri mantengono comunque un fascino tutto loro, e grazie al cielo aggiungiamo noi.

Perchè senza una buona scrittura, anche se la trama di base è ricca di fascino e suggestioni, un grande film può latitare, ed è quello che succede in questo caso, non vogliamo sconsigliarlo perchè Inkheart rimane comunque un ottimo fantasy con un messaggio intrigante e visivamente suggestivo, ma gli manca quella spolveratina di magia che in altri film si avverte di più, quell’alone di fascino che cattura e coinvolge, ma come spesso accade, non si può sempre avere tutto dalla vita.

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