XXX 2-The next level, recensione

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Torna l’eroe tutto muscoli e spia per forza del discreto action XXX di Rob Cohen, se nel primo film l’ironia regnava sovrana, le citazioni nobilitavano tutta l”operazione e gli effetti speciali parodiavano il classico Bond, qui tutto punta su un copione tirato per i capelli, dialoghi risibili e un protagonista che si prende un pò troppo sul serio.

Dopo che Vin Diesel aveva rifiutato il secondo capitolo, anzi no, diciamo che secondo i produttori del sequel, aveva triplicato le sue richieste economiche, visto che nel frattempo la sua notorietà aveva avuto un’incredibile escalation, il team originale cambia, il comando passa da Cohen al regista neozelandese Lee Tamahori (Once were Warriors), al suo fianco il roccioso e ingrugnatissimo rapper Ice Cube che qui oltre a sostituire Diesel scrive anche qualche pezzo per la modaiola colonna sonora.

Unico collegamento con il film precendente, oltre naturalmente al titolo, il reclutatore Dave Gibbons (Samuel L. Jackson) agente pronto a tutto, anche al ricatto, per utilizzare le abilità del nuovo agente XXX Darius Stone (Ice Cube), che dovrà fuggire da un penitenziario di massima sicurezza per salvare gli Stati Uniti d’America da un complotto atto a destabilizzarne il governo.

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Pretty Woman, recensione

Pretty-Woman-Frontal-DVD []Edward Lewis (Richard Gere) è un fascinoso squalo della finanza che ha il compito di rilevare aziende in difficoltà al minor costo possibile, smembrarle, rivenderne le parti e ricavarne il massimo introito con il minimo investimento, insomma un lavoro alquanto scomodo, ma decisamente rdditizio.

Nella vita di Lewis di passaggio ad Hollywood, un bel giorno piomba la bella e dolce prostituta Vivian Word (Julia Roberts), la ragazza colpisce molto Lewis, oltre ad essere molto attraente, ha un’innata eleganza che però nasconde molto bene, cosi Lewis gli offre una cifra impossibile da rifiutare per rimanere al suo fianco per un’intera settimana, mentre lui si occupa dei suoi affari.

Non solo il feeling tra i due è innegabile, ma da buon pigmalione Lewis insegna alla ragazza le regole dell’alta società con tutto il lussuoso repertorio di rito, intanto in Vivian il sentimento cresce, i dubbi aumentano con la paura di un amore impossibile che potrebbe fare troppo male.

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Festival di Venezia 2009 lunedì 7: ieri applausi per Moore e Leone d’oro a Lasseter, oggi Stone e Soderbergh

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Ieri due grandi avvenimenti hanno segnato la quinta giornata della Mostra di Venezia, il primo era l’attesa proiezione del documentario di Michael Moore Capitalism: a love story, accolto con grande entusiasmo dalla stampa, ha lasciato un segno indelebile negli spettatori del Lido con la sua lucida e e spietata cronaca della crisi economica americana.

Cinque anni fa-spiega il regista- il mio modo i vedere il mondo era una minoranza negli USA, ora con Obama è tutto cambiato e c’è tanta speranza.

Altro grande momento ieri per il cinema americano, e per il sodalizio Disney/Pixar, quando il regista George Lucas ha premiato John Lasseter e il suo team creativo con un Leone d’oro alla carriera per lo strabiliante lavoro svolto negli ultimi anni.

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Lucas International Film Festival 2009: a Francoforte è di scena il cinema per ragazzi

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Dal 6 al 13 settembre 2009 a Francoforte si terrà la trentaduesima edizione del Lucas International Film Festival, manifestazione organizzata in collaborazione con il German Institute Film, che prevede una serie di proiezioni dedicate ad un pubblico di giovanissimi con un’età che varia dai 4 a i 12 anni.

Il festival, oltre ad una un’interessante e ricca sezione dedicata al cinema d’animazione, punterà molto sulle attività multimediali che prevedono workshop, installazioni interattive e incontri con registi e sceneggiatori che illustreranno ai piccoli visitatori i rudimenti dell’arte cinematografica,

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Action Figures, speciale vampiri

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Oggi vi regaliamo una bella confezione deluxe con i vampiri piu famosi di sempre nati all’ombra del principe delle tenebre per antonomasia, il conte Dracula. Nella gustosa galleria in coda la post il meglio delle action figures che potrete trovare in rete, si parte con una doppia versione hardcore del conte Vlad nel classico Bram Stoker’s Dracula di Coppola, pipistrellone XL + lussurioso licantropo.

Si prosegue in bellezza, si fa per dire, con il branco di 30 giorni di buio e  una scheletrica rarità d’importazione, il cult anni ’80 Lost Boys e una chicca per collezionisti e per i cultori del classico Fright Night-L’ammazzavampiri.

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X-Men: Conflitto finale, recensione

x_men_the_last_stand []Dopo un prologo che ci mostra una Jean Grey/ Fenice bambina e la presentazione del nuovo mutante Warren Worthington III/Angelo, scopriremo che una multinazionale farmaceutica ha scoperto una cura per il gene dei mutanti, il siero sembra provenire dal DNA di un giovane mutante capace di annullare i poteri dei suoi simili.

Jean farà la sua ricomparsa sulla scena con poteri terrificanti e incontrollabili, la sua parte dormiente, Fenice congelata a suo tempo dai poteri telepatici di  Xavier (Patrick Stewart) si è risvegliata e questo causerà devastazione, la morte di due membri degli X-Men e il passaggio al lato oscuro di Jean che si unirà a Magneto (Ian McKellen) ed i suoi mutanti ribelli.

Magneto scoperto dove si trova l’antidoto darà il via ad una battaglia epocale che vedrà tutti i suoi mutanti scontrarsi con la squadra al gran completo degli X-Men capitanata da Wolverine (Hugh Jackman) e Tempesta (Halle Berry), sapendo di avere dalla sua un letale asso nella manica, la devastante Fenice.

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Sister Act 2, recensione

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La cantante in fuga e suora per forza Deloris Van Cartier è tornata al suo vecchio lavoro, dopo essersi salvata dal boss La Rocca torna sul palcoscenico e inizia una nuova e brillante carriera in quel di Las Vegas, quando durante uno spettacolo tra il pubblico Deloris riconosce tre volti familiari.

Il terzetto in questione formato da suor Maria Patrizia, suor Maria Roberta e suor Maria Lazzara, ha per le mani un gruppo di alunni di canto alquanto ribelli, c’e del talento, ma nessuna voglia di fare, cosi implorano Deloris di seguirle a San Francisco per occuparsi della nuova classe.

Deloris, che con le suo amiche del convento si è tolta qualche bella soddisfazione,  decide di aiutarle e di accettare la missione, così reindossate le vesti di suor Maria Claretta si ritrova a fare i conti con una classe indisciplinata e decisamente ostile.

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Festival di Venezia 2009 domenica 6: ieri standing ovation per Cosmonauta, oggi l’atteso Capitalism: a love story

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Il Festival di Venezia prosegue, le star si susseguono, mentre i film cominciano a lasciare nel bene e nel male qualche traccia indelebile, ieri grandi apprezzamenti per la seconda pellicola in concorso per Herzog, My son my son, what have ye done? protagonista Michael Shannon che dopo la nomination all’Oscar per Revolutionary Road torna a raccontare una storia di disagio mentale.

Il direttore del festival Mueller non sembra preoccupato per l’anomalia Herzog e spiega:

Comunque nel regolamento non c’e nulla di fatto che lo impedisce.

Gli fa eco il regista bavarese che non si scompone per eventuali polemiche e precisa:

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Drag Me To Hell, recensione in anteprima

locandina-italiana-definitiva-del-film-drag-me-to-hell-128437 []La dolce e sin troppo gentile Christine (Alison Lohman) è un impiegata di banca con velleità di carriera, ma davanti a lei a insidiarle il posto vacante, c’è un  nuovo collega di lavoro che è un vero squalo, il direttore apprezza gli sforzi della ragazza, ma vede in lei un punto debole nel carattere troppo mite, che in un addetta alle richieste di prestiti tende ad essere un tantinello controproducente.

Così Christine che fa? un bel giorno, mentre un’anziana signora dall’aria sinistra la implora di concederle una proroga per un prestito, lei decide che è il momento di farsi valere e gliela nega nonostante la donna si disperi, ma l’ingenua ragazza ignora che la sinistra vecchina in questione è una terrificante zingara dotata di poteri magici, che dopo averla aggredita le infligge un bel maleficio da incubo.

Christine si troverà a combattere con minacciose e inquietanti apparizioni, incubi, strani fenomeni in un’escalation di orrore e violenza, accanto a lei Clay (Justin Long), il suo ragazzo, convinto che Christine soffra di una sorta di sindrome da stress post-traumatico conseguenza dell’aggressione, ma ben presto il male si paleserà in tutto il suo orrore e Christine dovrà combattere per la propria anima.

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Bastardi senza gloria, recensione in anteprima

locandina-italiana-di-bastardi-senza-gloria-121138 [] Finalmente dopo tanta attesa ecco il nuovo lavoro di Tarantino, bisogna ammettere ancora una volta che questo regista affronta il genere cinematografico con un piglio e una passione  percepibili in ogni singola sequenza e ad ogni battuta, ogni minuzioso particolare è un frammento del suo sanguigno immaginario cinematografico.

La musica che pesca a piene mani nel cinema di genere, la violenza, stavolta più contenuta, ma sempre efficace che esplode feroce come nel migliore dei B-movie, e i dialoghi, una peculiarità tutta tarantiniana, che diventano colonna portante della storia, mai come in questo caso, e una scusa per giocare con lo spettatore e con se stesso.

La trama va doverosamente descritta a grandi linee per non rovinare la visione, il film ha un cuore molto semplice e lineare, poi la narrazione assume i connotati tipici del regista che la trasforma a sua immagine, giocando con gli intrecci temporali e la sovrapposizione degli eventi, il tutto condito con la consueta suddivisione in capitoli e da personaggi che alla fine confluiranno tutti nell’esplosivo e folle finale.

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La piccola principessa, recensione

little_princess_ver3 []1914, la graziosa Sarah (Liesel Matthews) è una ragazzina orfana di madre che ha vissuto molti anni con il padre in India che si vede costretta suo malgrado ad allontanarsi da quest’ultimo per entrare in un collegio di New York, il padre deve partire per il fronte e lei viene affidata alle cure della direttrice del collegio Miss Minchin (Eleanor Bron).

Sarah è veramente una piccola principessa, gentile con tutti, alunna talentuosa e diligente, e nonostante venga trattata con tutti privilegi che il suo rango prevede, lei non fa pesare mai la cosa alle sue compagne diventandone amica e confidente.

Purtroppo la favola ha un finale inaspettato, perchè il padre di Sarah muore al fronte, il governo inglese  ne confisca tutti i beni, e Miss Minchin trasforma la piccola Sarah da principessa in sguattera, la ragazzina verrà privata di ogni bene e genere di conforto, relegata in una soffitta e costretta a subire mille umiliazioni, solo i suoi sogni e le sue favole riusciranno a confortarla.

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Operazione San Gennaro, recensione

san gennaro []Un terzetto di criminali americani sbarca a Napoli con la ferma intenzione di fare il colpo grosso, non conoscendo bene il posto decidono di servirsi di un consulente locale, il leggendario Don Vincenzo (Totò) conosciuto nell’ambiente come Il fenomeno.

Purtroppo il fenomeno in questione è finito dietro le sbarre dove sinceramente non se la passa affatto male e grazie alla sua fama è considerato una celebrità tra i detenuti. Don Vincenzo impossibilitato ad aiutare fisicamente la banda degli  americani gli consigla di rivolgersi al collega Dudù (Nino Manfredi) capo di una scalcinata banda di ladruncoli.

Dudù saputo che il colpo in questione riguarda il tesoro miliardario di San Gennaro è titubante nell’accettare, poi un pò alcuni segni divini interpretati ad arte, un pò l’intenzione una volta fatto il colpo di tenersi tutto il malloppo e devolverne metà ai poveri di Napoli, gli permettono di quietare la coscienza e accettare il lavoro.

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Festival di Venezia 2009 Sabato 5: ieri Nicolas Cage conquista il Lido, oggi si replica con Herzog

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Ieri al Festival di Venezia riflettori puntati sul Bad Lieutanant: Port of Call New Orleans di Werner Herzog, la pellicola in realtà si discosta molto dal film di Abel Ferrara con protagonista un monumentale Harvey Keitel, infatti il regista puntualizza:

Non l’ho mai visto, ma mi dicono non ci sia un raffronto, e personalmente avrei voluto un titolo diverso, spero Ferrara lo veda, io vedrò il suo presto.

Gli fa eco Nicolas Cage, che ribadisce la differenza tra il suo personaggio e quello di Keitel:

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Segnali dal futuro, recensione

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Dopo un prologo ambientato alla fine degli anni ’50 in cui in una scuola elementare si seppelisce una capsula temporale con alcuni disegni fatti dagli alunni e un foglio fitto di numeri disegnati da una taciturna e inquetante bambina di nome Lucinda, si torna al presente, sono trascorsi circa cinquant’anni, al disseppellimento della capsula assistono John e Caleb Koestler, John (Nicolas Cage) è un astrofisico che insegna all’MIT e che ha perso di recente la moglie, Caleb è suo figlio, è a lui che viene consegnato il misterioso foglio.

John in una notte agitata in cui in preda alla depressione beve un pò troppo, scopre casualmente che i numeri che sembrano scritti a caso sul foglio hanno in realtà un senso, poi grazie ad internet i numeri diventano date di catastrofi e numeri di decessi, infine un evento devastante mette John davanti ad una terrificante verità, le ultime tre cifre riportate sul foglio sono di disastri non ancora avvenuti.

Cosi Kostler comincia a cercare indizi, provando a rintracciare Lucinda la bambina che aveva scritto cinquant’anni prima le profezie numeriche, nel frattempo strane presenze cominciano a visitare la sua casa, mentre il piccolo Caleb è terrorizzato da strane voci e apocalittiche visioni.

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