Drag Me To Hell, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 4

 La dolce e sin troppo gentile Christine (Alison Lohman) è un impiegata di banca con velleità di carriera, ma davanti a lei a insidiarle il posto vacante, c’è un  nuovo collega di lavoro che è un vero squalo, il direttore apprezza gli sforzi della ragazza, ma vede in lei un punto debole nel carattere troppo mite, che in un addetta alle richieste di prestiti tende ad essere un tantinello controproducente.

Così Christine che fa? un bel giorno, mentre un’anziana signora dall’aria sinistra la implora di concederle una proroga per un prestito, lei decide che è il momento di farsi valere e gliela nega nonostante la donna si disperi, ma l’ingenua ragazza ignora che la sinistra vecchina in questione è una terrificante zingara dotata di poteri magici, che dopo averla aggredita le infligge un bel maleficio da incubo.

Christine si troverà a combattere con minacciose e inquietanti apparizioni, incubi, strani fenomeni in un’escalation di orrore e violenza, accanto a lei Clay (Justin Long), il suo ragazzo, convinto che Christine soffra di una sorta di sindrome da stress post-traumatico conseguenza dell’aggressione, ma ben presto il male si paleserà in tutto il suo orrore e Christine dovrà combattere per la propria anima.

Per chi come il sottoscritto è cresciuto a  pane ed Evil Dead, e che negli anni ’80 ha conosciuto il genio selvaggio del Raimi primigeno, saprà benissimo quanto lo stile di questo  regista sia particolare e difficilmente collocabile nell’horror come genere specifico.

Erano ben sette anni che il regista non si dedicava al suo genere prediletto preso  com’era dalla trilogia di Spiderman e da tutta la sua fase produttiva che tra cinema e televisione ne ha assorbito tempo ed energie. Così dopo l’ottimo The Gift in cui la veggente Cate Blanchett scopriva un sordido omicida nella provincia americana, ecco Raimi affrontare ancora l’horror a modo suo, stavolta per raccontarci di demoni, sortilegi e cupe fattucchiere da incubo.

Se avete amato il remake/sequel Evil Dead 2 e L’armata delle tenebre in Drag Me To Hell troverete pane per i vostri denti, sia ben chiaro, siamo ad Hollywood, dimenticate i fantasmagorici e terrificanti incubi del cult Evil Dead, gli eccessi sono ammessi ma non sempre concessi, quindi Raimi si diverte, sconfina nel cattivo gusto quel tanto che basta per farci ghignare di soddisfazione, per poi ritornare subito dopo nei ranghi così che ai piani alti non si inquietino troppo.

Quindi se amate l’horror classico, e non apprezzate che l’umorismo invada i vostri incubi preferiti, allora questo non è proprio il film che fa per voi, se invece amate i fumetti della EC Comics, Halloween e lo Zio Tibia, e in più avete uno spiccato senso dell’umorismo, beh mettettevi pure comodi perchè il circo Raimi è di nuovo in città.

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