X-Men: Conflitto finale, recensione

di Pietro Ferraro 6

 Dopo un prologo che ci mostra una Jean Grey/ Fenice bambina e la presentazione del nuovo mutante Warren Worthington III/Angelo, scopriremo che una multinazionale farmaceutica ha scoperto una cura per il gene dei mutanti, il siero sembra provenire dal DNA di un giovane mutante capace di annullare i poteri dei suoi simili.

Jean farà la sua ricomparsa sulla scena con poteri terrificanti e incontrollabili, la sua parte dormiente, Fenice congelata a suo tempo dai poteri telepatici di  Xavier (Patrick Stewart) si è risvegliata e questo causerà devastazione, la morte di due membri degli X-Men e il passaggio al lato oscuro di Jean che si unirà a Magneto (Ian McKellen) ed i suoi mutanti ribelli.

Magneto scoperto dove si trova l’antidoto darà il via ad una battaglia epocale che vedrà tutti i suoi mutanti scontrarsi con la squadra al gran completo degli X-Men capitanata da Wolverine (Hugh Jackman) e Tempesta (Halle Berry), sapendo di avere dalla sua un letale asso nella manica, la devastante Fenice.

Terzo capitolo della trilogia mutante di Bryan Singer, dopo che lo stesso Synger nei primi due capitoli aveva descritto e approfondito con una certa intelligenza mitologia, caratteri e motivazioni dei famosi supereroi con superproblemi, sembrava venuto il momento di concludere il discorso con un terzo film che punta più all’intrattenimento che allo spessore, ma lo fa con la consueta intelligenza e non ci sembra poco.

Dopo aver scelto per la direzione il regista Brett Ratner, suoi la trilogia di Rush hour, il thiller/remake Red Dragon e l’intrigante After the sunset, e stabilito che Xavier avrebbe abbandonato la serie, l’attore Patrick Stewart non voleva rischiare di fossilizzarsi in un personaggio come successo nello spin-off Star Trek-The Next Generation si dà il via all’epilogo.

Così si punta come sempre sul volitivo e carismatico Hugh Jackman/Wolverine ormai punto di riferimento narrativo della serie cinematografica, suo il primo spin-off della serie, e di conseguenza sulla sua partner cinematografica Jean Grey, la splendida Famke Janssen, veramente notevole ed intrigante nella sua nuova doppia veste.

Il resto sono effetti speciali di altissimo livello, il conflitto finale del titolo è strepitoso per realismo ed impatto emotivo e la consueta lotta tra bene e male, società e diversi, con tutta la sorprendente e coinvolgente epica del fumetto originale.

Commenti (6)

  1. Mah, di spessore mi pare poco, più confusione che altro, perfino wolverine sembra fuori posto.

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