Sister Act 2, recensione

di Pietro Ferraro 1

La cantante in fuga e suora per forza Deloris Van Cartier è tornata al suo vecchio lavoro, dopo essersi salvata dal boss La Rocca torna sul palcoscenico e inizia una nuova e brillante carriera in quel di Las Vegas, quando durante uno spettacolo tra il pubblico Deloris riconosce tre volti familiari.

Il terzetto in questione formato da suor Maria Patrizia, suor Maria Roberta e suor Maria Lazzara, ha per le mani un gruppo di alunni di canto alquanto ribelli, c’e del talento, ma nessuna voglia di fare, cosi implorano Deloris di seguirle a San Francisco per occuparsi della nuova classe.

Deloris, che con le suo amiche del convento si è tolta qualche bella soddisfazione,  decide di aiutarle e di accettare la missione, così reindossate le vesti di suor Maria Claretta si ritrova a fare i conti con una classe indisciplinata e decisamente ostile.

Sembra che il sistema Deloris non basti a motivare le giovani promesse, così dopo aver scoperto che la scuola in grave crisi finanziaria sta per chiudere i battenti, suor Maria Claretta informa i ragazzi della situazione e li spinge a partecipare ad un concorso canoro che potrebbe salvare la scuola.

La simpatica e irrefrenebile Whoopi Goldberg  dopo Sister Actuna svitata in abito  da suora torna a vestire i panni della suora canterina, ma stavolta il risultato è meno brillante. Il film risente tra le altre cose della regia non proprio memorabile di Bill Duke cineasta di palese proveneinza televisiva, nulla a che vedere con il veterano del genere Emile Ardolino regista del primo episodio.

Il film strizza l’occhio al family-movie più classico, quindi di conseguenza più addomesticato dell’originale e naturalmente, visto il veloce ritorno sullo schermo, circa un anno dall’originale, il copione e stato sfornato in tempi record con tutte le deleterie conseguenze del caso.

Sister Act 2 comunque funziona a prescindere, grazie alla verve della protagonista ad un colonna sonora orecchiabile ed aggiornata per l’occasione e ad una  furba trama dal sicuro appeal che dieci anni dopo ritroveremo, con le dovute differenze, anche nel divertente School of Rock di Richard Linklater con protagonista un’altro comico di razza, l’attore Jack Black.

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