Recensione: Red Dragon

di Pietro Ferraro 7

Will Graham (Edward Norton) è un detective psicologicamente provato da un caso di qualche anno prima in cui rimane quasi ucciso dal serial killer Hannibal Lecter (Anthony Hopkins), il trauma lo ha segnato profondamente e l’uomo decide di lasciare l’FBI.

Un nuovo serial killer denominato Il lupo mannaro (Ralph Fiennes) sta mietendo vittime ad ogni sorgere della luna piena, è un predatore furbo e meticoloso, colpisce e non lascia tracce, l’FBI brancola nel buio ed ha bisogno dell’esperienza che il detective Graham ha accumulato sul campo in anni di casi affrontati e risolti.

Contro il parere della moglie scottata dalle passate esperienze, Graham si rimette in sella e comincia a dare la caccia all’omicida che nel frattempo eccitato dalla sfida, inizia una sanguinosa partita a scacchi con il detective.

Stremato dall’infruttuosa caccia, Graham è costretto a rivolgersi al suo peggiore incubo, il Dottor Hannibal Lecter che giocherà al gatto col topo dalla sua gabbia di vetro con la psiche del provato detective.

Questa è una strana operazione, di quelle di cui sinceramente non si sentiva il bisogno, questo Red Dragon è un remake di un prequel, cioè sposta la storia prima de Il silenzio degli innocenti, rifacendo un ottimo thriller degli anni ’80, diretto da Michael Mann, Manhunter: frammenti di un omicidio, primo film in cui compare fugacemente il Dottor Hannibal Lecter.

Il regista Brett Ratner fa un buon lavoro, aiutato da un bravissimo e convincente Ralph Fiennes affiancato da uno spaesato Edward Norton, che sembra poco convinto dell’operazione, come noi d’altronde.

Il film originale aveva un tocco visivo particolare, fotografia patinata alla Miami vice e un protagonista William Petersen tornato in auge negli ultimi anni nei panni di Gil Grissom nella serie C.S.I., chi ha visto questo film certo non sentirà il bisogno di vederne una fotocopia aggiornata, che manca purtroppo delle tese e suggestive atmosfere dell’originale.

Questo remake sembra esclusivamente ad uso e consumo di una nuova generazione di fan del Dottor Lecter, operazione continuata con il recente Hannibal Lecter-le origini del male, quindi visto sotto questa prospettiva il film è godibile, forse sofferente di una narrazione un pò lenta e afflitto da colpi di scena un pò troppo telefonati, ma comunque un film dignitoso.

Operazione apprezzabile a metà, si consiglia comunque la visione dell’originale, per il resto un thriller sufficiente, ma un pò pigro nella realizzazione.

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