Debito di sangue: recensione

di Redazione 6

Il detective dell’FBI Terry McCaleb (Clint Eastwood) è sulle tracce di un omicida seriale soprannominato Il killer dei numeri, l’uomo dopo ogni omicidio dissemina tracce numeriche sulla scene del crimine sfidando le autorità e giocando con McCaleb ad una sorta di sfida intellettuale a colpi di cadaveri.

Dopo l’ennesimo omicidio la quasi cattura del sospetto, McCaleb intarprende un inseguimento a piedi, ma non essendo più un ragazzino riesce solo a ferire l’omicida colpendolo alla schiena e a guadagnare una scarpa dell’assassino come prova, in cambio purtroppo il cuore lo tradisce e un infarto quasi lo stronca. McCaleb si salva, ma il tempo delle indagini è giunto al termine.

Sono passati due anni dall’infarto e due mesi dal trapianto di cuore che ha permesso all’ex-detective ormai in pensione di poter continuare a vivere, un bel giorno un’affascinante ragazza messicana Graciella Rivers (Wanda de Jesus) l’avvicina e gli chiede di dare un’occhiata alle indagini che la polizia sta effettuando riguardo all’omicidio della sorella.

McCaleb ricorda alla donna di essere in pensione, che quello non è più il suo lavoro, ma alla notizia che il cuore che gli batte nel petto è proprio della sorella della ragazza decide di aiutarla. Le indagini lo porterano di nuovo in corsa e l’uomo scoprirà che il trapianto che gli ha salvato la vita era era nei piani del serial-killer…

Clint eastwood si dà al thriller, rispolvera Callaghan e lo arricchisce di sfumature che solo la maturità gli poteva permettere, tratto da un romanzo di Michael Connelly Debito di sangue purtroppo manca di originalità e la regia elegante e sin troppo formale di Eastwood non aiuta.

Il film risulta piacevole esclusivamente per il carisma del protagonista, la storia langue in più di un’occasione, e la sceneggiatura arranca in situazioni troppo prevedibili che neanche un finale furbo riesce a rivitalizzare.

Clint Eastwood rimane comunque il perno del film, la sua recitazione è ormai passata ad un livello superiore che gli permette di giocare con la sua faccia di pietra e lo sguardo a fessura caro agli spaghetti-western ed ai polizieschi degli anni ’70. se amate il thriller più classico Debito di sangue scorrerà via come un buon roamnzo d’appendice, se amate l’action o cercate qualcosa di movimentato con atmosfere alla Seven o alla Saw andrete incontro a delusione certa.

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