Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, recensione

di Pietro Ferraro 6

E’ tempo di tornare tra libri e pozioni magiche per Harry Potter (Daniel Radcliffe) che oltre a reincontrare i compagni di studi e amici di sempre Ron (Rupert Grint) ed Hermione (Emma Watson) scopre che scuola e dintorni sono in tumulto per l’evasione di un pericoloso criminale dalla prigione di Azkaban, tale Sirius Black (Gary Oldman) che sembra abbia a che fare con la morte dei genitori di Harry.

Nel frattempo in quel di Hogwarts ci sono stati un pò di cambiamenti nel corpo insegnanti, l’amico Hagrid (Robbie Coltrane) è stato promosso ad insegnante di Cura delle creature magiche, mentre per la materia Difesa contro le arti oscure è stato designato Remus Lupin (David Thewlis), un nuovo professore che si dimostrerà da subito molto gentile ed iperprotettivo nei confronti di Harry.

Harry dal canto suo comincerà a sentire il peso di un pericolo incombente dopo aver avuto una brutta esperienza con i terrificanti Dissennatori sguinzagliati dal Ministero della magia in cerca dell’evaso, che si scoprirà aver tradito i genitori di Harry permettendo a Lord Voldemort di ucciderli e dopo aver scoperto che Lupin non solo è un licantropo, ma è anche un vecchio amico di Sirius black.

La verità per Harry non tarderà dal venire alla luce e il giovane mago scoprirà chi sono i suoi amici e chi invece complotta alle sue spalle, così dopo aver scoperto l’innocenza di Sirius Black, nel frattempo fatto prigioniero dai Dissenatori, con l’aiuto di Hermione, del saggio Silente (Michal Gambon) e un pò di magia manipolerà lo spazio-tempo cambiando il passato e riportando le cose al loro posto.

Terzo episodio per la saga di Harry Potter basata sulla serie di romanzi dell’autrice inglese J.K. Rowling, stavolta alla regia troviamo Alfonso Cuaron (I figli degli uomini) che prende il posto dell’uscente Chris Columbus che aveva diretto il primo dittico della saga.

Cuaron mantiene l’impronta dark data da Columbus dal secondo episodio Harry Potter e la camera dei segreti e prosegue l’evoluzione verso quella che sarà la maturità narrativa del personaggio, inserendo i primi elementi complottistici che si svilupperanno ulteriormente nel quinto capitolo Harry Potter e l’ordine della fenice dove subentrerà alla regia David Yates che manterrà il timone sino all’epilogo della serie con il settimo e doppio capitolo finale Harry Potter e i doni della morte.

Ancora un ottimo capitolo per l’ormai ex-maghetto, il destino di Harry Potter va definendosi, i nemici diventano più reali, l’atmosfera fiabesca del primo capitolo è ormai inesorabilmente perduta per la gioia degli spettatori un tantinello piu adulti.

Note di produzione: il film segna un’ulteriore flessione degli incassi, flessione che verrà ampiamente recuperata con il successivo capitolo Harry Potter e Il calice di fuoco, comunque si parla sempre di cifre astronomiche visto che a fronte di un budget di 130 milioni di dollari, il film ne incassa worldwide oltre 795.

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