Pretty Woman, recensione

di Redazione 11

Edward Lewis (Richard Gere) è un fascinoso squalo della finanza che ha il compito di rilevare aziende in difficoltà al minor costo possibile, smembrarle, rivenderne le parti e ricavarne il massimo introito con il minimo investimento, insomma un lavoro alquanto scomodo, ma decisamente rdditizio.

Nella vita di Lewis di passaggio ad Hollywood, un bel giorno piomba la bella e dolce prostituta Vivian Word (Julia Roberts), la ragazza colpisce molto Lewis, oltre ad essere molto attraente, ha un’innata eleganza che però nasconde molto bene, cosi Lewis gli offre una cifra impossibile da rifiutare per rimanere al suo fianco per un’intera settimana, mentre lui si occupa dei suoi affari.

Non solo il feeling tra i due è innegabile, ma da buon pigmalione Lewis insegna alla ragazza le regole dell’alta società con tutto il lussuoso repertorio di rito, intanto in Vivian il sentimento cresce, i dubbi aumentano con la paura di un amore impossibile che potrebbe fare troppo male.

Il veterano Garry Marshall (Principe azzurro cercasi) conosce a fondo la materia, a tutti piace Cenerentola, fiaba che contiene tutti gli elementi fondamentali del  sogno romantico per eccelenza, il regista non fa altro che reclutare due fascinosi protagonisti che sfoggiano una notevole alchimia e sex-appeal a vagonate e applicare le regole di quel classico.

Aggiungiamoci il repertorio classico da favola riveduto e aggiornato in maniera furba e oltremodo ammiccante, tra lusso, vestiti sfarzosi e limousine, poi il piccolo trauma pre-finale che spinge lo spttatore a fare comunque il tifo per l’impossibile accoppiata, la dichiarazione finale da manuale, il sorriso della Roberts e l’indiscutibile charme di Gere.

Che altro si puo volere, Pretty Woman è un ottimo romance d’intrattenimento, in perfetto equilibrio tra romanticismo, glamour e fiaba, insomma potrebbe far storcere il naso per la confezione troppo leziosa e patinata e i contenuti prevedibili e stravisti, ma l’appeal di questa pellicola rimane inalterata nel tempo, e le folte schiere di spettatori pronti a rivederlo ad ogni passaggio televisivo stabilendo sempre nuovi record e primati d’ascolto, ne sono la miglior dimostrazione.

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