Oscar 2011, Miglior makeup: chi vincerà?

di Redazione 1

Ancora una categoria tecnica per quest’oggi nell’ambito del nostro excursus pre-Oscar 2011 sui nominati dell’Academy che quest’anno si contendono la prestigiosa statuetta, ci occupiamo in questo caso dei nominati al miglior makeup, che dopo una prima cernita che vedeva sette papabili al tris di posti finale, tra cui spiccavano il notevole Alice in Wonderland ed inspiegabilmente anche il mediocre Jonah Hex comunque entrambi cassati in dirittura d’arrivo, quest’anno punta decisamente al tradizionale con il drammatico The way back storia vera di un’evasione da un Gulag sul finire degli anni ’30, l’adattamento del best seller La versione di Barney e infine un’intrigante deriva gotica regalata dal sottovalutato remake-horror di Joe Johnston Wolfman.

Andiamo per ordine iniziando da The way back, il regista Peter Weir per il makeup di questa coinvolgente storia vera si affida al terzetto di specialisti Edouard F. Henriques, Gregory Funk e Yolanda Toussieng tutti con un curriculum impressionante, per Henriques oltre all’imminente cinecomic Thor, crediti anche per il sequel Transformers 2 e i due Batman di Schumacher, Funk che si diletta anche come stunt ed attore ha invece curato il Superman di Singer e il remake anni ’90 de La notte dei morti viventi, diretto dal collega Tom Savini, infine il reparto parrucco è affidato alla Toussieng, hair stilist per John Travolta in Hairspray: Grasso è bello e The Punisher nonchè  creatrice delle acconciature per Edward mani di forbice di Tim Burton.

Secondo candidato quest’anno e tra i probabili vincitori Adrien Morot, makeup-artist che oltre a La versione di Barney sfoggia un curriculum di trucco speciale di notevole caratura, tra i suoi lavori in cui mette in mostra la sua abilità con il makeup prostetico spiccano il cinecomic 300, i sequel La mummia: la tomba dell’imperatore dragone e Una notte al museo 2-La fuga e una delle sue molteplici incursioni nel fanta-horror con Screamers-Urla dallo spazio.

Chiudiamo il terzetto di candidati con il nostro favorito, il make-up artist Rick Baker che nel 1981 vince un premio Oscar per il makeup speciale e gli effetti animatronici del classico di John Landis Un lupo mannaro americano a Londra inaugurando la categoria miglior makeup speciale, sino ad allora non ancora presente nella lista di riconoscimenti dell’Academy e accaparrandosi nei successivi vent’anni di intensa attività altre cinque statuette, tra queste un paio per lo straordinario lavoro svolto ne Il Grinch e in Men in Black. Baker torna al primo amore, i licantropi proprio con il remake di Joe Johnston coadiuvato per l’occasione da David Elsey, il supervisore agli effetti speciali del cinecomic Ghost Rider, dimostrando con questa ennesima candidatura come makeup tradizionale e CGI possano convivere e soprattutto convincere su grande schermo.

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