L’esorcista, un cult da incubo

di Pietro Ferraro 9

Il capolavoro horror di sempre, questo è quello che molti sostengono ed è quello che si percepisce tutt’oggi guardando L’esorcista, per il sottoscritto un vero spauracchio infantile, per alcune classifiche ufficiali il miglior film horror di tutti i tempi davanti a cult come Shining e Alien.

Il regista William Friedkin scava velle paure più ataviche che la religione e la sua connotazione più inquietante risveglia in molti, è lo fa utilizzando un efficace repertorio di effetti speciali uniti ad una colonna sonora ormai storica, inquietante mix da pelle d’oca che collabora a catapultare lo spettatore in un incubo da cui è difficile uscire indenni.

Tratto da un romanzo di William Peter Blatty, la pellicola narra le vicissitudini di una ragazza posseduta e di un prete esorcista che mette a rischio la propria vita pur di salvarne l’anima, e mondarla dal male primigeno che si manifesterà in tutta la sua terrificante malvagità durante una memorabile battaglia finale tra bene e male.

Il film funestato da molti incidenti sul set e fuori, entrò di diritto tra i cosiddetti film maledetti, leggenda metropolitana che colpi anche altre produzioni come la trilogia Poltergeist. La protagonista Lind Blair dopo l’Oscar mancato tornerà nel sequel L’esorcista 2: l’eretico, per poi riprendere il suo personaggio nella cineparodia ufficiale del film di Friedkin Riposseduta, accanto a Leslie Nielsen.

Il film ebbe due sequel ufficiali e un prequel, L’esorcista 2: L’eretico (1977) a cinque anni dal primo capitolo torna la Blair, stavolta il prete esorcista è Richard Burton, seguirà L’esorcista 3 (1990), lo scrittore William Peter Blatty prende in mano la sua creatura e passa dietro la macchina da presa adattando un altro suo romanzo, e infine il recente e travagliato prequel L’esorcista: La genesi, pellicola funestata da incidenti e defezioni per un film non privo di suggestioni, ma inesorabilmente pasticciato.

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