B-cult: Il signore del male

di Pietro Ferraro 2

Carpenter firma il secondo capitolo della sua personale Trilogia dell’Apocalisse inaugurata nel 1982 con il cult fanta-horror La Cosa e conclusasi nel 1995 con l’omaggio a Lovecraft  Il seme della follia. Il signore del male, pellicola del 1987, mette in atto una sorta di profezia apocalittico-religiosa dall’ambiziosa struttura narrativa che mette in campo religione, esoterismo  e scienza in una sorta di terrificante invasione demoniaca.

Anche in questo caso come ne La Cosa vale la teoria isolamento e assedio, quindi un gruppo di persone costrette in un ambiente angusto, in questo caso una chiesa abbandonata i cui sotterranei nascondono un misterioso cilindro contenente in forma liquida l’essenza pura del maligno.

Carpenter recluta alcune sue vecchie conoscenze, Donald Pleasence (Halloween), Victor Wong e Dennis Dun (Grosso Guaio a Chinatown), alcuni volti noti del piccolo schermo e la rockstar Alice Cooper e cerca di raccontarci la nascita di una sorta di anticristo e la possessione fisica di quasi tutti i membri dell’equipe scientifica inviata a studiare il misterioso cilindro.

Il signore del male mette molta carne al fuoco, per certi versi  anche troppa, la trasmissione del pensiero, i viaggi nel tempo, teorie quantistiche, teologia, demonologia, filosofia, e via discorrendo. Carpenter si diverte a filosofeggiare sul genere e sforna un B-movie da antologia, non privo di imperfezioni, ma dalle potenti ed evocative suggestioni.

Da rivalutare perchè: un’inquietante e coinvolgente versione dell’Apocalisse con suggestioni da B-movie made in Carpenter.

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