La cosa: Carpenter vs. Hollywood

di Pietro Ferraro 8

In principio c’era un piccolo cult di fantascienza anni ’50, La cosa da un altro mondo di Howard Hawks e Christian Nyby, una pellicola che ancora oggi gode di una certa atmosfera. Carpenter ha sempre amato questo film, profondamente, visceralmente e ne ha fatto una rilettura tesa e paranoica.

Certo che girare questo film è stato per Carpenter un vero tour de force produttivo, il cast è funzionale e convincente, su tutti l’attore feticcio di Carpenter il grande Kurt Russell, qui al top delle sue interpretazioni, minimalista  e coinvolgente, poi ottimi caratteristi di contorno e una landa di ghiaccio che sovrasta il microcosmo umano e alieno creato dal regista.

Tensione da thriller, come in Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, le morti si susseguono, cosi come i sospetti, le alleanze, le reazioni spropositate e la follia. La mostruosità che copia geneticamente l’uomo che coppia se stesso, un’invasione stile ultracorpi ma più intimista che parte dal singolo individuo e si espande come un virus, come un malevolo cancro di cellula in cellula.

Rob Bottin crea le mostruosità deformi che compongono l’alieno, tutte piccoli parti che sono pronte a clonare-infettare chiunque gli stia accanto, solo il sangue può rivelare il mostro nascosto, ma la genialità sta nel dubbio che assale lo spettatore, forse lo stesso alieno clonando l’uomo ne assorbe le caratteristiche, i ricordi, così egli stesso forse è inconsapevole di essere il mostro, solo quando attraverso il fuoco l’istinto di conservazione viene alla luce, l’alieno ritorna consapevole e deforma e smembra i corpi per farne nuovi veicoli di contagio o di sopravvivenza, dipende dai punti di vista.

Il titolo Carpenter vs Hollywood si riferisce alla battaglia continua e alla vicendevole sopportazione dello show-biz americano nei confronti di questo regista ribelle che a volte diventa incontrollabile proprio perchè difende con le unghie e con i denti il controllo sulle sue opere. La cosa è un pugno nello stomaco a quella Hollywood che ha tentato più volte di imbrigliarne l’anima anarchica ed indipendente, ma come ogni figliol prodigo anche Carpenter tornerà all’ovile girando il politicamente corretto Starman, il prezzo da pagare agli studios per il provocatorio e ultraviolento La cosa.

Accusato di fare pornografia della violenza, Carpenter difende ad oltranza la sua creatura dalle fattezze prepotentemente anni ’80, figlia dello splatter e della voglia di  provocare, la risposta di pancia allo zuccheroso E.T. di Steven Spielberg. La cosa ad oggi resta un cult fanta-horror con un anima, non solo effetti speciali, ma una sceneggiatura che omaggia il thriller servendocelo in una veste deforme e paranoide da incubo.

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