Wake Wood, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 2

Patrick (Aidan Gillen) e Louise (Eva Birthistle) sono una coppia travolta da una tragica perdita, la loro figlioletta Alice il giorno del suo nono compleanno subisce l’aggressione di un cane rabbioso che la azzanna alla gola, vano ogni tentativo di salvarla.

Patrick è un veterinario e Louise una farmacista, in cerca di tranquillità e di un posto dove rimettere in sesto un matrimonio ormai alla deriva, la coppia si trasferisce nella bucolica Wake Wood dove Louise apre una farmacia e Patrick mette in pratica le sue conoscenze in veterinaria con il bestiame del vicinato.

La coppia ben presto scoprirà per puro caso che gli abitanti della placida Wake Wood, guidati dal capo del villaggio Arthur (Timothy Spall), si dilettano periodicamente in una sorta di efferato rito notturno in cui riescono a far risorgere abitanti recentemente deceduti.

Patrick e Louise chiederanno ad Arthur di poter rivedere la loro figlioletta, Arthur acconsentirà, ma spiegherà loro alcune semplici regole da seguire affinchè tutto vada per il verso giusto, tra queste la durata della permanenza della piccola tra i vivi che sarà di soli tre giorni e l’impossibilità per la bambina di superare i confini della città. Così a rito avvenuto Alice farà ritorno dal mondo dei morti, ma ci vorranno meno dei tre giorni a disposizione per capire che non è tornata da sola.

La Hammer Film, leggendaria casa di produzione britannica specializzata in horror, torna in campo con un paio di produzioni che sembrano promettere davvero bene, una è l’imminente remake The Woman in Black con l’ormai ex-Harry Potter Danielle Radcliffe e l’altro è questo sorprendente Wake Wood che dietro una veste low-budget cela brividi a iosa e suggestioni che pescano da classici come Pet Sematary e The Wicker Man, naturalmente l’originale con Christopher Lee non lo scialbo remake con Nicolas Cage.

Il regista David Keating sfrutta a dovere una location tra il bucolico e il lugubre per mettere in scena una serie di clichè assolutamente ben sfruttati, aggiungendovi di suo una sana dose di gore centellinato ad arte, una piccola protagonista tanto graziosa quanto inquietante che ci ha ricordato uno dei baby-killer del memorabile The Children e un cast di buona caratura, su cui spiccano Timothy Spall noto per il ruolo dell’ambiguo Peter Minus nella saga di Harry Potter, Aidan Gillen protagonista dell’horror tv The Darkling ed un’efficace Eva Birthistle vista nel serial The Walking Dead.

Wake Wood è un vero e proprio vademecum su come sfruttare al meglio un budget al minimo sindacale puntando su elementi tipici e iconici di tanto immaginario orrorifico, come ataviche tradizioni pagane e catartici riti villici, l’elemento infante ambiguo come impareggiabile input disturbante e location scelte e riprese ad hoc che collaborano a rendere l’atmosfera ben poco rassicurante, insomma un titolo che si è rivelato una piacevole quanto inaspettata sorpresa.

Note di produzione: nel suo periodo d’oro la Hammer rilanciò l’horror gotico e mostruose icone come La Mummia e Frankenstein oltre al memorabile Conte Dracula con Christopher Lee e Peter Cushing, chiudendo poi i battenti negli anni ’80 per poi tornare alla produzione dopo un cambio di proprietà nel 2008.

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