Mammuth, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 2

Mammuth (Gerard Depardieu)  è un corpulento, burbero e un pò maldestro sessantenne, pronto ad andare in pensione dopo aver trascorso gli ultimi anni impiegato in un mattatoio, dove da operaio modello non ha mai fatto un singolo giorno di assenza.

Il bisogno di ricostruire il suo passato lavorativo per poter avere la meritata pensione sarà un modo per Mammuth, soprannominato così per la sua inseparabile moto anni ’70, di ripercorrere a ritroso nel tempo la sua gioventù attraverso i datori di lavoro avuti, che per un motivo o per l’altro non gli hanno versato il dovuto.

Mammuth si ritroverà così a vivere sulla propria pelle sia la difficoltà nell’approcciarsi ad un quotidiano privo delle ritualità che il lavoro con la sua cadenza quotidiana offriva, che le complicazioni e insensatezze di una burocrazia che lo metterà inevitabilmente ai margini.

Così inforcata l’amata due ruote e spinto anche dalla moglie, il neo-pensionato ripercorrerà le tante tappe di una vita che purtroppo, tra una moltitudine di nostalgici ricordi, cela anche il dolore mai sopito di una tragica perdita impressa a fuoco nel cuore.

Tornano dietro la macchina da presa Benoit Delépine e Gustave de Kerverne, coppia di registi francesi già autori della sorprendente black-comedy Louise-Michel, che stavolta raccontano le vicissitudini di un neo-pensionato che si confronta con una società e un quotidiano dalle complesse e infinite complicazioni.

La coppia di cineasti ammorbidisce solo in parte il tono cupo e grottesco della precedente pellicola, per affidarsi totalmente alla strabordante fisicità di un Gerard Depardieu sempre carismatico e mai parco di regalare performance emotivamente coinvolgenti, il suo Mammuth racconta di una burbera tenerezza e di un’umanità quasi disperata, a cui si aggiunge la scrittura fine, a tratti poeticamente feroce e quasi liberatoria dei due registi che permette all’attore di sfoderare una caratura artistica davvero impressionante.

Mammuth è un atipico e stravagante road-movie che conquista con la sua capacità di raccontare personaggi alla deriva attraverso un mix di ironia e poesia, incarnate da un grande protagonista e narrate con uno spessore davvero notevole, insomma una pellicola da non sottovalutare.

Nelle sale dal 29 ottobre 2010.

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