Recensione: Diverso da chi?

di Pietro Ferraro 9

Il trentacinquenne gay Piero (Luca Argentero) convive felicemente con il suo compagno Remo (Filippo Nigro) in una cittadina del nord-est. Piero decide di candidarsi alle primarie del centro-sinistra, intenzionato più che a vincere, a portare avanti un messaggio di solidarietà ed accettazione della diversità di cui è rappresentante. Invece riesce a spuntarla tra lo sgomento degli avversari e l’incredulità del suo stesso partito.

Piero si ritrova così candidato a primo cittadino della sua città con tutto il baillame e l’esposizione mediatica che ne consegue. Il suo partito spaventato dal suo stesso candidato gli affianca, ricordiamo che siamo nel profondo nord fatto di Lega, Padania e tradizione, l’affascinante Adele (Claudia Gerini), rappresentante moderata della nuova sinistra, addirittura contraria al divorzio e soprannominata La furia centrista.

La campagna elettorale comincia così all’insegna dello scontro interno tra la tradizionale Adele ed il gay militante Piero, così  Remo interviene, cercando di istruire il combattivo ed integralista Piero alla diplomazia e gli insegna una serie di escamotage per corteggiare la sua alleata instaurando una sorta di patto di non belligeranza, e concordare così una serie di obiettivi comuni da presentare all’elettorato.

Remo non si rende conto che le sue lezioni  hanno un successo inaspettato ed un particolare effetto collaterale, avvicinano si la coppia, ma contribuiscono anche a far nascere uno strano ed ambiguo rapporto che metterà in confusione entrambi. Specialmente lo stesso Piero, gay convinto, che si rtirova a provare per la prima volta attrazione per l’altro sesso.

Così Piero si troverà a portare avanti una relazione clandestina etero, a viverne pubblicamente una gay e contemporaneamnte a portare avanti una battaglia politica come rappresentante di una diversità che ormai non sente più come il suo mondo.

Diverso da chi? diverte e funziona proprio perchè tende a non prendersi troppo sul serio, la leggerezza utilizzata dal regista Umberto Carteni e dallo sceneggiatore Fabio Bonifacci è la giusta chiave per parlare di un argomento molto delicato che, guarda la canzone di Povia a Sanremo, rischia facilmente di scatenare polemiche a volta un pò forzate e strumentali.

Nel film c’è la politica ed il sociale, ma c’è anche la commedia degli equivoci a gettare acqua sul fuoco, tutto è puntato a far divertire lo spettatore senza tediarlo con eccessi di retorica, credo che anche la scivolata etero del protagonista potrà solo far sorridere, senza offendere nessuno, proprio perche l’attore Luca Argentero ne accentua un certo nonsense comico che alleggerisce un pò il tutto supportato dalla vis comica istintiva di una Claudia Gerini sempre più brava.

Diverso da chi? ed il suo gioco al non prendiamoci troppo sul serio diverte, fa passare sopra ad alcune incertezze e ad una recitazione in alcuni casi un pò troppo enfatica e questo vuol solo dire che tutti gli ingredienti in gioco sono ben miscelati e funzionali allo scopo ultimo, che è quello di intrattenere piacevolmente il pubblico.

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