Per un pugno di dollari, recensione

di Pietro Ferraro 3

Un pistolero (Clint Eastwood) giunge in una sperduta cittadina ai confini tra Stati Uniti  e Messico e fermandosi al locale saloon stringe amicizia con un barista che lo mette al corrente di una sanguinosa faida in atto nella città, in cui si stanno confrontando la famiglia Rojo capitanata dal capofamiglia Don Benito e la famiglia Baxter che vede tra i suoi membri lo sceriffo della città.

Lo straniero, che si fa chiamare Joe inizia uno strano e pericoloso gioco delle parti che lo vedrà schierarsi in cambio di denaro prima da una parte e poi dall’altra, acuendo nel frattempo il dissidio tra le bande, questa confusione indotta da Joe permetterà a quest’ultimo di far fuggire anche una famiglia a cui il pistolero donerà gran parte del ricavato del suo doppio gioco, escludendo così l’ipotesi che le sue azioni siano dettate solo dal denaro.

Joe dopo essere sfuggito ai messicani diventerà ancora una volta causa di un efferato scontro che vedrà i Baxter sterminati dai messicani, massacro seguito dal ritorno in città di Joe pronto armi alla mano a terminare il lavoro.

Per un pugno di dollari è il primo capitolo della Trilogia del dollaro, sarà seguito da Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto e il cattivo, memorabile serie di western diretti da Sergio Leone e magistralmente interpretati da Clint Eastwood.

Leone aggiorna il genere western inserendovi corpose dosi di elementi tipici dei B-movies, volti scavati nella roccia e il memorabile sguardo a fessura del futuro Ispettore Callaghan, aggiornando e rivisitando in chiave western La sfida dei Samurai, un classico del maestro nipponico Akira Kurosawa che rivedremo anche riletto in chiave gangster-movie da Walter Hill nel suo Ancora vivo con protagonista un granitico Bruce Willis.

Il film contiene tutta una serie di elementi distintivi che porteranno alla nascita del cosiddetto filone spaghetti-western che figlierà negli anni successivi un’impressionante pletora di pellicole dall’altalenante qualità, ma anche dalle sorprendenti venature comedy che culmineranno nel dittico anni ’70 che lanciò la coppia Bud Spencer/Terence Hill  Lo chiamavano Trinità.

Nota a margine per la memorabile colonna sonora del maestro Ennio Morricone ed alcune frasi divenute parte dell’immaginario cinematografico legato al genere:

Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto…vediamo se è vero.

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