Cowboys and Aliens, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 1

1873, Nuovo Messico un uomo (Daniel Craig) si risveglia nel bel mezzo del nulla con uno strano bracciale al polso che non riesce a togliere, una ferita su un fianco, un gran mal di testa e nessun ricordo ne di chi sia, ne tantomeno di come sia giunto in quel posto, ma non ci vorrà molto perchè grazie al suo istinto di conservazione si scopra dannatamente abile sia con le armi che a mani nude e si ritrovi, privo di sensi in una cella nella sperduta cittadina di Absolution, dove lo sceriffo (Keith Carradine) gli comunica che il suo nome è Jake Lonergan e che la sua faccia è ritratta su un manifesto in cui campeggia la scritta ricercato vivo o morto.

Lonergan scoprirà ben presto a chi appartiene quello strano bracciale che indossa,  perchè mentre è in procinto di affrontare un viaggio che lo porterà nelle mani delle autorità federali, alcune astronavi sorvolano ed attaccano Absolution rapendo parte della popolazione tra cui Percy, unico figlio del ricco allevatore Woodrow Dolarhyde (Harrison Ford) che spadroneggia in città e grazie ai suoi soldi si considera un vero padreterno.

Dolarhyde vista la potenza sprigionata dal bracciale di Lonergan e la capacità di quest’ultimo di utilizzarlo come una letale arma di distruzione, decide di organizzare una missione di recupero per dare la caccia agli alieni che hanno sequestrato gli abitanti della cittadina, missione che vedrà reclutati oltre al riluttante Lonergan, una misteriosa donna di nome Ella Swenson (Olivia Wilde), Nat Colorado (Adam Beach) braccio destro di Dolarhyde, lo sceriffo Taggart e il suo nipotino Emmett (Noah Ringer), Doc (Sam Rockwell) il proprietario del saloon a cui hanno rapito la moglie e un predicatore di nome Meacham.

Eravamo piuttosto curiosi di vedere come se la sarebbe cavata il regista Jon Favreau passando dal cinecomic ad alta tecnologia Iron Man all’adattamento di una graphic-novel che miscela coraggiosamente western ed invasori alieni e bisogna dire che Cowboys and Aliens, pur non entusiasmando si rivela un prodotto sorprendentemente sobrio considerando l’audace mix di elementi messo in campo e gestito in fase di sceneggiatura con indubbia intelligenza, evitando accuratamente i deleteri effetti colaterali da steampunk del pasticciato e ultra-kitsch Wild Wild West, lasciando invece che i due generi, la fantascienza e il western convivano su schermo senza mai ibridarsi completamente e che i due iconici protagonisti, i cowboy e gli alieni non sconfinino, mantenendo nel caso dei secondi un profilo piuttosto basso.

Favreau lascia che sia il western a prendere il sopravvento, gli alieni centellinano le loro incursioni per quasi tutto il film per poi riconquistare i riflettori nella parte finale, questa scelta potrebbe non essere gradita a chi non è troppo avvezzo al western, che come ribadiamo qui la fa da padrone anche a livello di narrazione, motivo per cui la parte fantascientifica a conti fatti risulta piuttosto light, il che se da una parte non regala i fuochi d’artificio sperati, dall’altra permette al film di attestarsi sul godibile, senza però guizzi di sorta.

Nelle sale a partire dal 14 ottobre 2011

Note di produzione: il film tratto dall’omonima graphic-novel di Scott Mitchell Rosenberg è prodotto da un team di altissimo profilo che comprende tra gli altri Steven Spielberg e Tom Hanks. Lo script è ad opera di Alex Kurtzman e Roberto Orci, già sceneggiatori in tandem del reboot di Star Trek e della saga dei Transformers con il supporto in questo caso del co-creatore di Lost Damon Lindelof. Il film ha fruito di un budget di 163 milioni di dollari.

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