
Dopo un incipit che omaggia il Superman di Richard Donner in cui conoceremo i natali del malvagio supercattivo Megamind e della sua nemesi, il supereroe senza macchia e senza paura Metroman con tanto di infanzia passata in un carcere per il primo e in una perfetta famiglia media americana per il secondo, passeremo ai giorni nostri con lo scontro quotidiano in quel di Metrocity tra i due alieni diventati avversari e nemici giurati.
Megamind però sembra avere qualche problema con il suo ruolo, nonostante il notevole intelletto e una schiera di servitori hi-tech, l’arte del villain non sembra proprio nelle sue corde e dopo l’ennesimo rapimento della bella reporter Roxanne Ritchi che finisce come di consueto a tarallucci e vino, ecco un’inaspettato colpo di fortuna che permette a Megamind in un colpo solo di eliminare per sempre Metroman e conquistare Metrocity.
La vittoria sul nemico giurato deceduto in un’esplosione permetterà per un pò a Megamind di giocare a Scarface con i terrorizzati cittadini, ma il gioco è bello quando dura poco e in men che non si dica la noia arriverà a scandire le giornate del nuovo mega-imperatore di Metrocity che sentirà inevitavibilmente la mancanza di un avversario con cui scontrarsi e magari perdere per finire in carcere, fuggire e organizzare una vendetta e via discorrendo, secondo regole secolari e un copione prestabilito.
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