Oscar 2012, Miglior film: chi vincerà?

di Pietro Ferraro Commenta

Chiudiamo la nostra carrellata sulle 24 categorie in lizza per gli Oscar 2012, che ricordiamo si terranno domani 26 febbraio, con le 9 pellicole candidate per il Miglior film dell’anno. Per questa ottanquattresima edizione dei prestigiosi Academy Awards nominati: The ArtistParadiso amaro (The Descendants), Hugo CabretMidnight in ParisThe HelpL’arte di vincere (Moneyball), War HorseThe Tree of Life e la sorpresa di questa edizione Molto forte, incredibilmente vicino.

Favorito di quest’anno l’acclamato e pluripremiato The Artist del francese Michel Hazanavicius che nella sua corsa verso la serata degli Academy ha rastrellato una serie impressionante di nomination e riconoscimenti tra cui 3 Golden Globe, 7 Bafta, un Goya come miglior produzione europea e in patria 6 César che includono miglior film e miglior regia.

The Artist di Michel Hazanavicius – produttore Thomas Langmann

The Artist pur sciorinando con una certa divertita nonchalance tutti gli elementi anacronistici citati, si rivela una vera sorpresa con il suo voler parlare ad un platea altra puntando alla leggerezza e ai toni della commedia nella sua veste più pura, un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo narrato con una spigliatezza ed un entusiamo senza pari…

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Paradiso amaro (The Descendants) di Alexander Payne – produttori Jim Burke, Jim Taylor e Alexander Payne

…il film diventa interessante, piacevole, divertente e le angosce, la tristezza e la banalità, passano in secondo piano e quasi spariscono…peccato per il quasi.

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Molto forte, incredibilmente vicino di Stephen Daldry – produttore Scott Rudin.

Ad un anno dalla morte del padre al World Trade Center in quello che Oskar definisce “il giorno peggiore di sempre”, il ragazzo è deciso a preservare il ricordo dell’uomo che giocosamente lo ha convinto a confrontarsi con le sue più recondite paure. Così mentre Oskar attraversa i cinque distretti di New York alla ricerca della serratura mancante incontrerà un eclettico assortimento di persone che sono sopravvissute, ciascuno a proprio modo, cominciando con lo scoprire l’invisibile legame con il padre che sembrava perduto, con la madre che sembra così distante e con tutto il rumoroso, pericoloso e caotico mondo che lo circonda.

 

The Help di Tate Taylor – produttori Brunson Green, Chris Columbus e Michael Barnathan

Taylor trova la giusta chiave di lettura, quella universale del racconto edificante di un cambiamento che parte dal singolo, per trasformarsi in un contagioso veicolo di libertà e autodeterminazione, un film che parla al cuore dello spettatore…

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Hugo Cabret di Martin Scorsese – produttori Graham King e Martin Scorsese

Scorsese intende omaggiare le origini del cinema e la fantasia e la creatività figliate dalla grande letteratura, il tutto con l’ausilio di trovate visive che incantano per spessore cromatico…

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Midnight in Paris di Woody Allen – produttori Letty Aronson e Stephen Tenenbaum

Grazie ad uno script come al solito brillante e concepito come una vera e propria partitura fantastica, Allen trasporta il bravissimo Owen Wilson e una fascinosa Marion Cottilard, vera diva d’altri tempi in un ideale viaggio nel tempo, in cui il regista allestisce un malinconico palcoscenico…

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L’arte di vincere (Moneyball) di Bennett Miller – produttori Michael De Luca, Rachael Horovitz e Brad Pitt

…chiaroscuri emotivi di rara intensità, che ci mostrano come in realtà in questa storia sia l’elemento umano il cardine e che quello matematico, messo alla gogna da tanta stampa specializzata, rappresenti invece solo ed esclusivamente uno mero strumento con cui provare a fare la differenza.

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The Tree of Life di Terrence Malick – produttori Dede Gardner, Sarah Green, Grant Hill e Bill Pohlad

Malick ci pone di fronte alla meraviglia della vita e l’approccia scientificamente e spiritualmente, ci presenta un uomo preda delle sue pulsioni, delle sue emozioni, ma anche un uomo che vive confusamente a mezzavia tra intelletto e anima, che perde e ritrova la fede, che odia il proprio padre a tal punto da desiderarne la morte, ma anche capace di teneri slanci in cerca di una figura paterna ruvida, violenta e intransigente, la famiglia come centro dell’esistenza, come perpetuazione della specie e come fonte di vita.

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War Horse di Steven Spielberg– produttori Steven Spielberg e Kathleen Kennedy

Un film concepito per parlare al grande pubblico in maniera trasversale e coinvolgente. Un’opera schietta, coraggiosamente emotiva, curata nei minimi dettagli che vanno dall’oculato casting che include il talento esordiente Jeremy Irvine, alla magnifica fotografia di Janusz Kamiński…

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