Mickey Rourke: cinema, pugni, donne e motori

Nelle ultime foto, quelle relative al Festival Lagunare più famoso del mondo, devo dire che l’ho visto un pò plastificato, ma Mickey Rourke è sempre Mickey Rourke. Personaggio controverso, boxer, motociclista e attore di talento in film che sono diventati delle vere e proprie pietre miliari.

La sua presenza in scena ora conturba, ora disturba, specie quando lo vediamo nei panni di Marv in Sin City; il suo volto può divenire una maschera aggressiva, ma sempre capace di dispensare sorrisi e di dare un confortevole senso di protezione.

Mickey Rourke è in realtà il nome d’arte di Philip André Rourke Jr., nato a Schenectady, il 16 settembre 1956. Rourke cresce nei sobborghi di Miami, nel quartiere di Liberty City. Vi dice niente questo nome? A me si: e aggiungo che lo vedrei benissimo in un eventuale film basato su GTA, la nota serie di violenti videogiochi, il cui ultimo, quarto capitolo ha sbancato al botteghino.


Il giovane Mickey Rourke frequentava assiduamente la famosa palestra per pugili della Quinta Strada di Miami Beach e studiava recitazione nel Lee Strasberg Institute in cui è stato formato sulla recitazione metodica dagli stessi professori di Robert De Niro e Christopher Walken. Mica male.

La sua prima, significativa apparizione al cinema consiste in un piccolo ruolo in 1941: Allarme a Hollywood di Steven Spielberg nel 1979, ma solo l’anno successivo la sua interpretazione del piromane in Brivido Caldo attira l’attenzione del grande pubblico.

Sempre ai suoi esordi cinematografici appare nel cult movie A cena con gli amici (Diner), insieme a Paul Reiser, Daniel Stern, Steve Guttenberg e Kevin Bacon. Lo vediamo in seguito in The Outsiders di Francis Ford Coppola e in Rusty il selvaggio (Rumble Fish) del 1983.

Inizia quindi una carriera in brillante ascesa, che lo vede interprete di Il papa del Greenwich Village , flop commerciale che diviene tuttavia un cult, per poi giungere inevitabilmente al grande classico: la sensualità patinata e vagamente soft core 9 settimane e ½, accanto alla stupenda Kim Basinger gli conferisce il ruolo di “sex symbol” mondiale.

In Barfly interpreta il ruolo dello scrittore alcolizzato Henry Chinaski creato da Charles Bukowski, e nel 1985 viene il momento di interpretare L’anno del dragone, con regia di Michael Cimino e sceneggiatura di Oliver Stone.

Secondo me uno dei film più belli interpretati dall’attore è Angel Heart del 1987, diretto dal grande Alan Parker. E’ il ruolo che gli calza perfettamente a pennello, un personaggio duro, controverso, e dalla moralità ambigua, che piace alla critica europea, e un pò meno a quella americana.

Nel 1991 è in Harley Davidson & Marlboro Man, che ha come coprotagonista la star della serie tv Miami Vice Don Johnson. Il film non è decisamente un granchè, ma si fa sentire al botteghino; nel 1992 sposa la supermodella Carré Otis, conosciuta sul set di Orchidea Selvaggia. Il divorzio arriverà nel e dopo una tormentata relazione divorzieranno nel 1998.

Una curiosità su mickey Rourke: pare che abbia rifiutato un sacco di ruoli d’alto profilo. E’ da non crederci, ma si dice dovessero toccare a lui i ruoli di Elliot Ness ne Gli Intoccabili , quello di Axel Foley in Beverly Hills Cop, e addirittura il ruolo di Jack Crawford ne Il silenzio degli innocenti, e la parte svolta da , la parte di Nick Nolte in 48 ore, e addirittura la parte di Christopher Lambert in Highlander.

Durante il periodo dei “rifiuti” Mickey Rourke frequenta una compagnia di motociclisti dai contorni criminaleggianti. Ci troviamo di fronte a un ribelle d’altri tempi, che basa la sua vita su scelte impulsive ed eccentriche e sul vivere nel qui e ora.

Questo 2008 è l’anno della ribalta. E’ protagonista infatti di The Wrestler, film che ha vinto il Leone d’oro alla 65a Mostra del Cinema di Venezia in cui ci offre una straordinaria interpretazione. Il Leone d’oro è passato direttamente dalle mani di Wim Wenders, presidente della giuria, a quelle di Mickey Rourke. E scusate se è poco.