Maradona la mano de Dios, recensione

di Pietro Ferraro 3

Durante una festa di fine anno, siamo nel 2000, Maradona (Marco Leonardi)  durante i festeggiamenti ha un malore, quello sarà solo il sintomo finale di una vita spesa tra talento e sregolatezza.

Una serie di flashback ci permetteranno di ripercorrere la sua ascesa, l’infanzia, il talento incredibile e coinvolgente, le grande occasioni, l’Italia, per soffermarsi sull’nevitabile crollo con la droga, i mondiali dello scandalo doping, le amicizie nel giro della malavita.

Questo viaggio a ritroso nel tempo, con tanto di riflettori puntati sui lati oscuri  del grande campione, ci mostrerà anche la sua famiglia, le sue donne e la spinta che ne ha decretato la voglia di rinascita dopo aver sfiorato ripetutamente la morte, cioè l’onnipresente amore dei suoi tifosi e ammiratori, vedremo in special modo come dopo la sua permanenza a Napoli sia stato adottato dalla città a cui ha regalato grande calcio e due scudetti, e che lo ha trasformato in un vera icona partenopea.

Grazie all’evoluzione della fiction italiana che qualitativamente si sta approssimando sempre più ad un concept cinematografico, si è potuto sfornare questo interessante ibrido a mezzavia tra la classica biopic da grande schermo e la blasonata fiction di ultima generazione, un prodotto pertanto fruibile in sala, e già pronto per essere consumato dalla variegata platea televisiva.

Maradona la mano de Dios è un’ottimo esempio dei prodotti futuri che ci  dovremo attendere dall’odierna sinergia cinema e tv, che invece che contrapporsi tenderà a miscelarsi, in questo caso avendo l’intelligenza di  affidare la regia ad un veterano come Marco Risi, che attraverso uno stile cinematografico che ha pescato più volte dalla cronaca e da realtà difficili, vedi Mery per sempre, Il muro di gomma o il recente Fortapasc, unendo felicemente intrattenimento e contenuti.

Risi ammicca senza timore alla fiction, ma grazie ad un bravo e somigliante protagonista e a numerosi flashback, dona alla pellicola un taglio cinematografico che coinvolgerà anche quei pochissimi che non conosceranno le vicende del Pibe de Oro, e a chi non ama particolarmente il calcio che rimane sullo sfondo, perchè questa biopic punta a raccontare nel bene e nel male l’uomo e il fenomeno di culto.

Maradona la mano de Dios è una discreta pellicola che non dispiacerà a chi ama il il buon cinema d’intrattenimento e non disdegna la fiction televisiva, per tutti gli altri consigliamo senza dubbio il documentario Maradona di Kusturica.

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