Notorious, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 4

L’incipit è da repertorio biopic, Los Angeles 1997, una serata in un locale, l’apice del successo ormai raggiunto, voglia di cambiare il mondo, una corsa notturna in auto e un’imboscata da gangster-movie che spezza la vita al rapper Notorious B.I.G. (Jamal Woolard).

Con un rewind a base di flashback torniamo indietro nel tempo, al 1980, a New York, quartiere di Brooklin, Notorious B.I.G. al secolo Christopher Wallace, è un bambino grassotello senza una figura paterna che ama rappare e comporre versi, e sogna ricchezza e ragazze, la famigerata doppia R, che solo la strada e la droga sembrano potergli dare.

New York 1990, l’adolescenza di Christopher ha una doppia veste, bravo studente e figlio premuroso in casa, e spacciatore e rapper in strada con tanto di duelli all’ultimo verso sui marciapierdi con divisa e atteggiamento da gangsta rapper d’ordinanza, ma la madre Voletta (Angela Bassett) ben presto scopre la droga, e le continue assenze del figlio a scuola e lo caccia di casa. Lasciato libero Cristopher amplia i suo giro di spaccio e da copione arriva la prigione, il supporto della madre e la composizione di versi, che lo aiutano a superare la lunga detenzione.

Dopo la prigione, il ritorno a casa, la consapevolezza di essere padre, i club underground, i demo e la grande occasione, la scalata ha inizio, tanto veloce e repentina quanto pericolosa e destabilizzante, perchè il gangsta rapper non è solo una modaiola figura da videoclip musicale, ma rappresenta un background fatto di droga, violenza e bassifondi, roba difficile da scrollarsi di dosso.

Il regista George Tillman Jr., nel curriculum un’altra intensa biografia, Men of Honor-l’onore degli uomini con Cuba Gooding jr e Robert De Niro, ha deciso di approcciare questa biopic musicale con i crismi del film per tutti, non inteso per fasce d’età, ma bensì come pellicola concepita per piacere ad un pubblico il più vasto possibile, quindi fisiologicamente sacrificata sul lato dello spessore e dell’approfondimento dei personaggi.

Questo non vuol dire che Notorious abbia fallito lo scopo, certo che se si concepisce un film tendendo ad accontentare tutti, fan, ammiratori dell’ultima ora, e semplici curiosi, allora si rischia come sempre di scontentare inevitabilmente qualcuno, e in questo caso è proprio il protagonista a farne le sperse.

Il Notorios B.I.G. interpretato dall’ottimo e somigliantissimo rapper ed attore Jamal Woodard, non ha lo spessore adatto e adeguato al grande talento che intende raccontare, ma rimane un buon clone che riesce comunque a farci rivivere un sogno americano deviato, ma al contempo non privo di fascino.

Notorious nonostante la carrellata di guest star che costellano la pellicola, una colonna sonora coinvolgente ed un protagonista abbastanza credibile, manca della forza e della spinta emotiva di progetti analoghi, 8 mile di Curtis Hanson su tutti, ma riuscirà comunque, senza alcun dubbio, ad intrattenere piacevolmente una corposa e variegata fascia di spettatori che potranno conoscere meglio le vicissitudini di una vera stella del panorama musicale staunitense.

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