Kick Ass, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 7

Dave Lizewski (Aaron Johnson) è il classico nerd amante dei fumetti, sfigato con le ragazze e bersaglio di qualsiasi bullo si aggiri per il quartiere e non passa giorno in cui non sogni una rivalsa, magari celato dietro una maschera come uno dei suoi supereroi preferiti.

Dave ha la malsana idea di provare ad improvvisarsi vigilante mascherato della città con lo pesudonimo di Kick-Ass, che come il Batman di Gotham City non possiede superpoteri, ma sopperisce con abilità atletiche e coraggio da vendere, solo che Dave non è il miliardario Bruce Wayne e infilatosi una muta da sub verde e armatosi di un paio di bastoni da combattimento, incrocia una coppia di bulli si becca una coltellata e viene investito da un pirata della strada che se la da a gambe.

Un debutto da dimenticare che gli costa l’applicazione di alcune placche di metallo in varie parti del corpo, rendendolo quasi insensibile al dolore in stile Darkman, una nuova abilità che gli permetterà al secondo incontro, stavolta con tre teppisti di reggere il confronto, essere ripreso da un telefonino e finire su You Tube per diventare l’eroe della città, con tanto di pagina Facebook ufficiale e merchandise vario.

Nel frattempo mentre Dave, timido e impacciato come ogni Clark Kent che si rispetti finisce per fingersi gay pur di avvicinare una ragazza di cui è cotto, il suo alter ego Kick-Ass scopre di non essere l’unico supereroe in città e farà la conoscenza della letale Hit Girl (Chloe Moritz) e del suo super-paparino Big Daddy (Nicolas Cage).

Davvero spassoso e di notevole spessore comedy questo nuovo cinecomic che alla stregua degli Watchmen di Zack Snyder, ma ancor di più dell‘Hancock di Peter Berg ci mostra il lato brutto, sporco e un pò sfigato dei supereroi, in questo caso con una messinscena degna del migliori cinefumetti condita con corpose dosi di black-humour, violenza e un’attenzione per la controparte cartacea e la mitologia del filone supereroistico da manuale.

Il regista inglese Matthew Vaughn con all’attivo lo spassoso The Snatch-Lo strappo e il sorprendente fantasy Stardust, adatta per il grande schermo l’omonimo fumetto cult dello scozzese Mark Millar e miscela il tipico stile comedy che lo ha reso celebre in patria cogliendo il lato più graffiante e irriverente del lavoro di Millar, senza dimenticare di inserire a piccole dosi l’epicità tipica del genere.

Il cast è assolutamente in parte e tutto puntato a giocare con un’invidiabile nonchalance tra il serio e faceto, bravo Cage, una piacevole sorpresa Johnson, ma quando entra in scena la strepitosa Hit Girl alias Chloe Moretz non c’è ne davvero per nessuno.

Kick-Ass insieme al recente Scott Pilgrim vs. the World, tra l’altro il fumetto del canadese Bryan Lee O’Malley è apertamente citato da Vaughn, rappresentano ad oggi i migliori cinecomic a tinte comedy di sempre e funzionano là dove altre operazioni analoghe, come ad esempio il Mistery Men di Kinka Usher avevano fallito, mantenere l’equilibrio tra parodia, violenza quasi cartoonizzata e potenzialità epiche tipiche del filone.

Note di produzione: il film ha creato controversie per il linguaggio forte e le scene di violenza che coinvolgono minori, a fronte di un incasso di oltre 96 milioni di dollari che sommati agli introiti dell’home video dovrebbero superare abbondantemente i 100 è scattato l’inevitabile progetto sequel.

Commenti (7)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>