Super, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 1

Frank D’Arbo (Rainn Wilson), un cuoco che lavora in un tavola calda sposato con la bella Sarah (Liv Tyler) tormentata ex-tossicodipendente, un bel giorno torna a casa e scopre che la donna non solo è tornata a drogarsi, ma è scappata con un bieco spacciatore (Kevin Bacon).

Ogni tentativo di Frank di riavere la moglie indietro finisce in fumo, fino a che l’uomo esasperato non viene pestato a sangue dagli sgherri del viscido malavitoso davanti alla moglie, Frank una volta a casa pesto e al colmo della rabbia e della frustrazione ha una sorta di visione/rivelazione mistica in cui il dito di dio lo tocca infondendogli il coraggio per affrontare, combattere e sconfiggere il male.

Frank costruitosi un alias, il supereroe senza superpoteri Crimson Bolt, come ogni supereroe che si rispetti indossa un costume con tanto di maschera e si aggira per la città armato di una chiave inglese intento a spaccar crani a spacciatori, ladri e maniaci sessuali.

La violenta crociata giustizialista di Crimson Bolt attirerà l’attenzione dei media, ma anche di una giovane ragazza di nome Libby (Ellen Page) che aveva notato Frank gironzolare nel negozio di fumetti dove la ragazza lavora, così Libby scoperta la doppia identità di Frank si unirà a lui diventando a sua volta Boltie la ragazza prodigio e i due, armatisi fino ai denti, uniranno le forze per assaltare la villa dove si trova la moglie di Frank con l’intenzione di fare una carneficina e liberarla.

Il regista James Gunn confeziona un’intrigante e al contempo disturbante cinecomic alternativo a tinte splatter-comedy e anche se sembra impossibile non paragonare questo Super al Kick-Ass di Matthew Vaughn, non si potrebbe fare errore più grande perchè l’impronta dei due registi sul materiale supereroistico è tanto differente quanto complementare.

Gunn sfrutta una ripresa volutamente sporca e realistica e senza dubbio è meno raffinato di Vaughn e più disturbante nel tratteggiare i suoi personaggi che sconfinano palesemente nello psicolabile, Crimson Bolt e Boltie sono due vigilantes disturbati e fuori controllo degni di un revenge-movie anni ’70, molto più fuori di testa della coppia Big Daddy/Hit Girl del film di Vaughn che pur muovendosi ai margini sfoggiano una sete di vendetta in cui si percepisce un minimo senso anche se distorto di giustizia, per non parlare del nerd Dave Lizewski/Kick-Ass praticamente un boy-scout lontano mille miglia dalla follia senza ritorno che il bravissimo Rainn Wilson, volto noto della serie tv The Office, riesce a far percepire, idem per una ritrovata Ellen Page che dopo la sbiadita prova in Inception, colpa di un ruolo mortificante, ci mostra guizzi di talento che sembravano ormai un ricordo.

Super quindi è tutt’altro che una copia di Kick-Ass, basta solo pensare che Gunn è stato svezzato dalla Troma e ha confezionato il memorabile fanta-splatter Slither, così la violenza qui assume a più riprese i connotati surreali del miglior splatter, i personaggi sono disadattati, sporchi e cattivi come nel recente Hobo with a shotgun e si affacciano per l’intera durata del film sul baratro di una spassosa ed inquietante follia, insomma siamo di fronte ad un altro gioiellino che completa un’ideale trilogia composta da supereroi ai margini, in un cammino iniziato con gli Watchmen di Zack Snyder, proseguito con il nerd di Kick-Ass e culminato con il vendicativo e disturbato Crimson Bolt di Super, in un’intrigante super-involuzione all’insegna del politicamente scorretto.

Note di produzione: nel cast anche Michael Rooker visto di recente nella serial-zombie The Walking Dead, il regista Rob Zombie che interpreta il ruolo di Dio e l’attore televisivo Nathan Fillion, attualmente impegnato nel serial Castle, che qui veste i panni del supereroe mascherato The Holy Avenger.

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