Existenz: quando la tecnologia si fa carne

di Pietro Ferraro Commenta

 Cronenberg ci accompagna nel nuovo millennio e lo fa modo suo, raccontandoci le inquietudini fatte di carne e tecnologia di Videodrome, e aggiornandole al concept odierno dell’intrattenimento videoludico e dei computer, aprendo la strada alle future incursioni action-filosofiche di Matrix.

Una società informatica sta per  lanciare  un nuovo videogame che utilizza in modo del tutto innovativo la realtà virtuale, naturalmente prima del definitivo lancio sul mercato ad un gruppo di persone viene chiesto di testare il videogame e la nuova consolle, ma un gruppo di terroristi vuole impedire la messa in commercio del gioco attentando alla vita della programmatrice che lo ha creato.

La trama in questo caso è assolutamente irrilevante, perchè una volta entrati nel gioco, la realtà e il virtuale si fonderanno, così la coppia di protagonisti dovrà portare a termine la partita, fondendosi fisicamente con consolle viventi attraverso innesti organici e mutazioni, tutta all’insegna di un morboso e attraente incubo virtuale.

Cronenberg gioca con la sessualità, i sensi e la tecnologia, ci mostra come la realtà  possa essere più edulcorata della finzione stessa, e di come i mostruosi e inquietanti  oggetti da lui stesso concepiti, possano rivelarsi  morbosamente affascinanti quanto i biomeccanoidi ideati dall’artista svizzero H.R.Giger, da cui il regista sembra aver preso ispirazione.

Un vero gioiello questo film, difficilmente collocabile nella nuova sequela di ibridi che nascono col continuo fondersi dei generi cinematografici, un film che gode di un ottimo cast e di una storia visivamente, e cosa non da poco, intellettualmente intrigante. Existenz sarà l’ultima incursione di Cronenberg nel mondo della tecnologia prima di imboccare un altro percorso esplorativo alternativo con film come Spider e A History of Violence.

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