The Mask 2: recensione

di Redazione 5

Stavolta è un disegnatore di fumetti, il timido Tim Avery (Jamie Kennedy), a incappare nella maschera del dio Loky (Alan Cumming) sempre pronta e solerte nel risvegliare l’alter ego festaiolo e disinibito nascosto in ognuno di noi.

Così Tim acquisisce doti da showman e arti amatorie incredibili e rischia la classica dipendenza da maschera, ma le cose si complicano ulteriormente quando scopre che suo figlio ancora neonato sembra aver assorbito accidentalmente i poteri della maschera.

E cosa ancor piu grave lo stesso Loki, legittimo proprietario del magico feticcio, scopre l’ubicazione della maschera, e raggiunta la casa degli Avery è intenzionato a riprendersela, costi quel costi…

Un sequel riesumato a più di dieci anni dall’originale, forse è per questo che oltre a utilizzare fondi made in Germany, questo The Mask 2 risulta un malriuscito ibrido tra un prodotto home-video per ragazzi e un comedy fantastica troppo carica per i piu piccini, date un’occhiata alla scena del neonato posseduto con voce cavernosa.

Intanto i lati positivi dell’operazione, che disfattisti a parte, sono ben pochi, ma ci sono, come ad esempio il look e la tecnica utilizzata per animazioni e trasformazioni che è di notevole impatto, a volte troppo compiaciuta e invasiva, ma comunque notevole.

Secondo lato positivo, la bravura indiscussa del villain Loki, in questo caso interpretato dall’estroso Alan cumming, che ce la mette comunque tutta nel vano tentativo di far dimenticare il carismatico Jim Carrey.

Purtroppo alla fine si rimane con un pugno di mosche in mano, perchè la storia langue, perchè gli effetti speciali nascondono male la mancanza di una storia solida, perchè tutta l’operazione risulta mal concepita in partenza. Ne segue una candidatura ai Razzie Awards come peggior film e un bel premio come peggior sequel/remake dell’anno.

Che altro aggiungere, un bella delusione, comunque ci sembra sempre troppo eccessivo l’accanimento su un operazione mal congegnata, ma esteticamente dignitosa, ma cosa ci si aspettava da una palese e tardiva riesumazione a scopo puramente commerciale e preconfezionata per gli scaffali delle nostre videoteche?

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