Departures: una sorpresa agli Oscar 2009

di Pietro Ferraro 6

Una sorpresa tra le tante conferme nella notte degli Oscar edizione 2009, nella categoria Miglior film straniero che comprendeva una cinquina formata anche dai favoriti Valzer con Bashir dell’israeliano Ari Folman, il francese La classe ed il polacco Katyn, ha vinto il sorprendente Departures, del giapponese Yojiro Takita, forse l’unica e vera spiazzante assegnazione di quest’anno.

Departures rappresenta in toto lo stile rarefatto del cinema d’autore giapponese, poesia in immagini, l’uomo e la morte come protagonisti indiscussi di un microcosmo fatto di emozioni sussurate, sentimenti e introspezione.

Un giovane violoncellista, Daigo Kobayashi , dopo che l’orchestra in cui suonava si scioglie, è  costretto a far ritorno nella sua città natale e per mantenere se stesso e la moglie accetta un lavoro come cerimoniere funebre.

Daigo dovrà occuparsi del lavaggio, della vestizione dei defunti e del loro posizionamento nella bara, il tutto tramite un rito atto ad accompagnare quest’ultimi atraverso il trapasso, ma la moglie non vede di buon occhio questo nuovo lavoro e neanche gli amici di Daigo che cominciano ad allontanarsi.

Ma il ragazzo prenderà il meglio dal suo lavoro, venendo a contatto con il dolore, la disperazione e la rassegnazione di chi ha perduto i propri cari facendone tesoro e traendone grandi insegnamenti.

Il regista Yojiro Takita, molto apprezzato in patria, in Italia è conosciuto per il fantasy Ashura-la regina dei demoni, un racconto di demoni e samurai nel giappone del XII secolo.

Bisogna complimentarci con la coraggiosa ed insolita scelta dell’Academy che non è la prima volta che utilizza, la categoria Miglior film straniero per uscire dai soliti canoni di selezione del vincitore, anche se nella cinquina di quest’anno ogni titolo era comunque degno della statuetta.

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