Claudio Bisio e il suo rapporto con il cinema

di Massimiliano Miano 3

Alcuni attori comici hanno saputo esprimere la loro versatilità, in diverse forme di comunicazione. Molti sono emersi grazie al successo televisivo, altri sono partiti dal teatro, quasi tutti sono approdati al cinema.

Uno tra tanti è Claudio Bisio che approda al grande schermo nel lontano 1989, in un film di Giuseppe Bertolucci, I cammelli, affiancato da Diego Abatantuono, Sabina Guzzanti, Ennio Fantastichini e Laura Betti. Inizia la sua collaborazione con Gabriele Salvatores, ed eccolo nel 1990 in Turné, nel 1991 è nel cast del film vincitore dell’Oscar, Mediterraneo, nel 1992 in quello di Puerto Escondido, nel 1993 in Sud e nel 1996 in Nirvana.

Un altro regista importante e un ruolo da protagonista per Claudio Bisio: Asini, di Antonello Grimaldi (1998); con lo stesso regista aveva già lavorato nel 1996 ne Il cielo è sempre più blu.

Passando ad anni più recenti, arriva anche per Bisio il classico “panettone” delle feste: Natale a New York, targato 2006 che, come da tradizione, sbanca il botteghino.
Nello stesso anno eccolo interpretare un ruolo diverso, drammatico, in un giallo d’autore: La cura del Gorilla, tratto dal romanzo di Sandrone Dazieri nel ruolo da protagonista e, al contrario di qualche aspettativa poco rosea, stupisce.

Si inserisce in un progetto di noir all’italiana, che sorprende per fattezze estetiche e singolarità di sguardo sulla materia-cinema. Il film, per alcuni aspetti, sembra essere di Bisio, nel senso che è lui ad essere affascinato dal romanzo; sarà infatti il comico-attore a convincere la produzione nel realizzarlo.

Partecipa a Manuale d’amore 2, film di Giovanni Veronesi, fino ad approdare al Festival del cinema di Roma con Si può fare, nella veste di protagonista.

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