B-cult, The Hole

di Pietro Ferraro 1

Oggi nella rubrica B-cult ospitiamo un piccolo ed avvincente thriller del 2001 che gioca con una claustrofobica location ed un pugno di giovani e talentuosi attori, tra cui spicca un’ambigua Thora Birch.

The Hole di Nick Hamm ispirandosi al romanzo After the hole di Guy Burt e pescando a piene mani dalle suggestioni del classico Il signore delle mosche, scava in reazioni emotive estreme palesate in altrettante estreme condizioni, con tutta una serie di puntate nel thriller a sfondo psicologico di indubbia efficacia.

Quattro ragazzi inglesi, tutti studenti in un college privato, per evitare le solite vacanze con le rispettive famiglie decidono di optare per un lungo e solitario week-end rintanati in un vecchio bunker della seconda guerra mondiale.

La chiusura accidentale dell’unica via d’uscita senza possibilità di fuga, darà il via ad un claustrofobico incubo che avrà delle terrificanti conseguenze sull’incauta comitiva

La forza del film di Hamm è di non rappresentare solo una disturbante discesa negli inferi emotivi dell’essere umano, ma anche di non lasciarsi tentare troppo da una deriva intellettualoide, utilizzando al meglio atmosfere e rodati meccanismi che il  genere offre, regalandoci così una piccola perla poco rassicurante con un finale che ha il coraggio di irritare e deludere lo spettatore, alla faccia dei canonici happy-end made in Hollywood.

Da rivalutare perchè: alla luce di tanti blasonati prodotti mainstream, un disturbante thriller ricco di ombre e luci, ma proprio per questo gradevolmente imperfetto e mai banale.

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