L’avvocato del diavolo, recensione

di Redazione 2

Il rampante ed ambizioso avvocato Kevin Lomax (Keanu Reeves) ha una bella moglie, una madre devota cristiana ed un lavoro che ben presto lo catapulterà dalle aule giudiziarie del profondo sud degli States alla tentacolare New York, questo avverrà dopo che Lomax avrà fatto una scelta che cambierà per sempre la sua vita.

Dopo aver deciso di distruggere una vittima in tribunale a favore del suo sordido cliente pedofilo, a Lomax arriverà un invito ad associarsi ad uno dei più grandi studi legali americani al cui vertice troneggia il carismatico John Milton (Al Pacino), che adocchiato il purosangue da aula giudiziaria lo recluterà permettendogli un’agile e repentina scalata tra i soci anziani dello studio.

Quello che Lomax non sa è che Milton in realtà è il diavolo fatta persona, e non stiamo parlando di un luciferino squalo d’avvocato, ma proprio di Satana che si scoprirà avere un legame di sangue con il giovane avvocato, destinato a procreare l’anticristo e a governare su una Terra sempre più vicina alla bocca dell’inferno.

Intrigante miscela di thriller sovrannaturale con suggestioni da legal-drama, L’avvocato del diavolo si conferma una delle migliori prove di Al Pacino che qui si può dilettare in una serie di sulfuree gigionerie dal sapore luciferino, e sfoggiare tutta l’esperienza accumulata e la classe di un veterano del grande schermo a cui mancava l’incarnazione massima del male.

Dopo il Robert De Niro/Louis Cypher di Angel Heart-ascensore per l’inferno ecco un’altra memorabile incarnazione da grande schermo del maligno, stavolta la recitazione compassata tra il gentleman e il padrino del lucifero di De Niro, è capovolta toccando i vertici massimi dell’istrionismo.

Il diavolo di Pacino è ben poco sornione, il suo John Milton è un figlio rabbioso e reietto in cerca di rivalsa verso un padre che non lo ha capito fino in fondo, e bisognoso di una prole e di sudditi per costruire un proprio regno ed una propria famiglia con cui colmare un vuoto che il male sopisce ma non riempe, naturalmente dimostrando nel contempo quanto l’uomo sia piu simile a lui che alle intenzioni divine.

Il regista Taylor Hackford (Ufficiale e gentiluomo, Ray) confeziona un cupo, facinoso e solido thriller, tra citazioni letterarie, fugaci figure demoniache, suggestioni alla Rosemary’s baby, presagi da Apocalisse e un cast davvero notevole, stratosferico Pacino, ottimo Reeves e intensa Charlize Theron, che dire un film da vedere e rivedere per provare ogni volta qualche brivido in più.

Commenti (2)

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