Il solista, recensione in anteprima

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Il giornalista del Los Angeles Times Steve Lopez (Robert Downeyy Jr.) durante una passeggiata ascolta un uomo suonare un violino con solo due corde, l’uomo è Nathaniel Ayers (Jamie Foxx) un senzatetto che soffre di schizofrenia e attacchi di paranoia, ma non sembra violento, parlando con lui scopre che ha frequentato la prestigiosa scuola d’arte Juilliard di New York e che all’epoca suonava il violoncello.

Il fiuto di Lopez non sbaglia, quella che poteva essere una fandonia costruita dalla mente disturbata di Ayers si rivela invece un fatto reale, l’uomo all’epoca della Juillard era un talento in crescendo, sino a che l’inesorabile evolversi della sua malattia e l’acutizzarsi dei sintomi lo costringeranno prima a lasciare la scuola e poi a fuggire di casa.

Lopez comincia a dedicare la sua colonna sul quotidiano alla storia di Ayers, i lettori sembrano apprezzare il racconto di questo genio perduto che vive in strada, a tal punto che un’anziana violoncellista afflitta da artrite e commossa dalla storia non decide di regalare il suo violoncello all’uomo, sarà Lopez a consegnarglielo e di li in poi inizierà per i due un’amicizia che attraverserà alti e bassi, ma che che alla fine gioverà ad entrambi.

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L’avvocato del diavolo, recensione

The_Devil_s_Advocate []Il rampante ed ambizioso avvocato Kevin Lomax (Keanu Reeves) ha una bella moglie, una madre devota cristiana ed un lavoro che ben presto lo catapulterà dalle aule giudiziarie del profondo sud degli States alla tentacolare New York, questo avverrà dopo che Lomax avrà fatto una scelta che cambierà per sempre la sua vita.

Dopo aver deciso di distruggere una vittima in tribunale a favore del suo sordido cliente pedofilo, a Lomax arriverà un invito ad associarsi ad uno dei più grandi studi legali americani al cui vertice troneggia il carismatico John Milton (Al Pacino), che adocchiato il purosangue da aula giudiziaria lo recluterà permettendogli un’agile e repentina scalata tra i soci anziani dello studio.

Quello che Lomax non sa è che Milton in realtà è il diavolo fatta persona, e non stiamo parlando di un luciferino squalo d’avvocato, ma proprio di Satana che si scoprirà avere un legame di sangue con il giovane avvocato, destinato a procreare l’anticristo e a governare su una Terra sempre più vicina alla bocca dell’inferno.

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Ufficiale e gentiluomo: recensione

Zack Mayo (Richard Gere)  ha avuto un’infanzia traumatica, la madre suicida ed un padre ex-marinaio totalmente incapace di imbastire qualsivoglia figura paterna intorno alla sua persona, donnaiolo e alcolizzato si trasforma in una sorta di nemesi per il figlio che decide che anche lui farà parte della marina militare e riscatterà la patetica figura del padre.

L’esordio in caserma non è dei migliori, Mayo è abituato ad una vita diciamo di strada, è cresciuto tra gioco d’azzardo, prostitute ed espedienti per sbarcare il lunario e così fa un grosso errore, applica tutte le sue regole per la sopravvivenza durante il duro addestramento che dovrà affrontare e si scontra con il tostissimo sergente Foley (Loui Gossett Jr.), un addestratore che decide che Mayo dovrà abbandonare il corso e si impegnerà a fondo perchè questo accada.

Mayo non rinuncia però al suo sogno, e vuole che la marina diventi la famiglia che non ha mai avuto, così mentre Foley tenta di persuaderlo che quella non è la sua strada, il ragazzo prosegue l’addestramento, si innamora della bella Paula (Debra Winger), e stringe una forte amicizia con il sensibile ed introverso Sid Worley (David Keith), arruolatosi controvoglia per accontentare i suoi genitori e sostituire idealmente il fratello morto.

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