L’agente della CIA Kevin Pope è impegnato in una delicatissima e pericolosa missione sotto copertura in quel di Praga, con un alias che lo trasforma in un raffinato mercante d’arte/intermediario cerca di impedire che un ordigno nucleare cada nelle mani di una pericolosa organizzazione criminale, ma qualcosa va storto e l’agente perde la vita.
La missione rimane comunque in piedi, nove giorni per trovare un sostituto che possa portare a termine la trattativa, la fortuna vuole che Pope abbia un gemello, Jake Hayes (Chris Rock), quest’ultimo ignaro dell’esistenza del fratello si ritrova suo malgrado reclutato dalla CIA e addestrato a tempo di record per sostituire l’agente morto.
Toccherà al veterano Gaylord Oakes (Anthony Hopkins), agente CIA e vecchio amico di Pope la patata bollente, pochi giorni per addestrare il nuovo arrivato, sostituirlo nella trattativa e lanciarlo nel bel mezzo dell’azione con tutti gli inevitabili e deleteri effetti collaterali del caso.
Oggi ci occupiamo di uno trashone d’annata datato 1984, trattasi di Shark: rosso nell’oceano di John Old Jr. alias Lamberto Bava, il regista si cela dietro un nome d’arte per sfornare una brutta copia de Lo squalo, senza però un minimo di effetti speciali, un mostro degno di questo nome e un copione minimamente decente.
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