L’era glaciale 3: L’alba dei dinosauri, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 14

Avevamo lascito Mannie ed Ellie con la lieta novella di un piccolo mammuth in arrivo, ma le cose nella piccola e ridente comunità de L’era glaciale non vanno molto bene, c’è un’aria malinconica che coinvolge gli altri due membri della banda, Diego la coraggiosa tigre con i denti a sciabola e Sid il bradipo pasticcione.

L’imminente lieto evento ha un pò minato gli equilibri e l’unione del gruppo, Mannie è iperprotettivo verso la sua comapagna e questo tende a renderlo un pò scorbutico e ad allontanare Sid che vorrebbe invece essere più coinvolto nella nuova famiglia, mentre dal canto suo Diego sente la naturale mancanza dell’istinto primario, quello di cacciare, che si riduce a qualche innocuo inseguimento che non fa altro che palesare le nefaste conseguenze di una vita sedentaria.

Così il gruppo inesorabilmente si sfalda, Diego decide di lasciare il branco per cercare la sua strada di predatore e un pò d’avventura, mentre Sid sviluppa un distorto istinto materno che lo porterà a sottrarre e allevare tre uova da cui nasceranno tre piccoli T-rex che inevitabilmente lo scambieranno per il loro genitore naturale, genitore naturale zannuto e irritato che ben presto tornerà a reclamare la prole, rapendo Sid e costringendo il resto del gruppo a lanciarsi in una pericolosa missione di salvataggio.

Il regista Carlos Saldanha torna in gran spolvero sfoderando tutte le meraviglie tecnologiche del caso, regalandoci una spassosa e iperdinamica terza puntata che tra gag, inseguimenti mozzafiato, spassosi personaggi e un 3D di ultima generazione perde lungo la strada contenuti e trama per trasformarsi in un’ avventura mozzafiato concepita per tutta la famiglia.

Siamo di fronte ad un vero e proprio ipercinetico popcorn-movie d’animazione, L’era glaciale 3: L’alba dei dinosauri non vi darà tregua, si ride senza sosta, più spazio all’impavido Scrat e alla sua nuova fiamma, i personaggi perdono un pò di consistenza amalgamandosi e permettendo alla fenomenale computer animation e all’azione di prendere in più di un’occasione il sopravvento.

Dopo uno sbrigativo prologo il film vi lancerà immediatamente in mezzo all’azione, come il miglior action made in Hollywood, molte le gradite sorprese, come un nuovo e folle personaggio che si unirà al gruppo (non stiamo parlando della graziosa Scrattie), le molte citazioni e  strizzatine d’occhio al cinema di genere, da Jurassic Park a Viaggio al centro della Terra, una corposa schiera di nuovi dinosauri per ammaliare grandi e piccini, non dimenticando mai la follia ispiratrice dei Looney Tunes con uno Scrat spassoso clone di Willy il Coyote.

Quindi nonostante sia palese un netto cambio di direzione degli sceneggiatori, che abbandonano la strada della narrazione più classica dei primi due episodi per puntare su spettacolo e battute, L’era glaciale 3: L’alba dei dinosauri rimane un capitolo imperdibile in cui il 3D è il solito optional gradito, ma non indispensabile.

Commenti (14)

  1. OT
    Non so se è un problema solo mio, ma da un paio di giorni non vedo più le immagini nei post ricevuti tramite feed RSS (con Google Reader).
    /OT

    Imho questo capito dell’era glaciale è il peggiore dei tre: battute prevedibili, Sid non più così divertente, la storia non è appassionante. Spero la finiscano di vivere “di rendita” e mi auguro che cominciano con qualche idea nuova.

  2. @ Mattia:
    Ciao Mattia, per il problema tecnico vedrai che Diego ti risponderà al più presto, per il film anche se hai ragione giudicando quest’ultimo capitolo il più debole dei tre, trovare oggi un film che valga veramente e in toto il prezzo del biglietto non è cosa facile, e questo è uno di quei casi. Un consiglio spassionato, da visionare assolutamente in sala.

  3. Questa “serie” non va perdendo di intensità nel tempo.
    La numero 1 secondo me era da 7.
    La numero 2 era da 7,5.
    L’era glaciale 3 è sullo stesso livello della 2.
    Film ben riuscito, a mio parere si può migliorare su alcuni punti ancora. L’unico rischio è la monotonia e l’arroganza inutile di alcuni protagonisti.

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