007-Il mondo non basta, recensione

di Pietro Ferraro 2

Bond (Pierce Brosnan) è a Bilbao, la sua missione è recuperare una preziosa valigetta, valigetta contenente qualche milione di sterline appartenenti al miliardario Sir Robert King. Mentre bond  porta a termine l’incarico con l’aiuto di un banchiere svizzero cerca anche di carpire qualche informazione sulla morte di un suo collega, ma la bella e procace segretaria del banchiere, fredda il suo capo e fugge, ne segue uno spettacolare inseguimento con la canonica dipartita del killer in gonnella.

La valigetta torna nelle mani del legittimo proprietario con soddisfazione di tutti, in realtà le banconote in essa contenute sono impregnate di una sostanza esplosiva, ne seguirà una spettacolare deflagrazione con decesso del miliardario e relativa irritazione dei superiori di Bond, tra cui la severa M (Judi Dench).

M decide allora di proteggere l’eventuale prossimo bersaglio di un misterioso terrorista che sembra aver preso di mira la famiglia King. Il bersaglio in questione è l’affascinante Elektra (Sophie Marceau), figlia di King e vittima di un trauma quando ancora adolescente venne rapita dallo stesso terrorista che ora la perseguita.

Bond con l’aiuto dell’esperta in armi nucleari Christmas Jones (Denise Richards) si darà un gran da fare a proteggere la bella Elektra e a cercare di non farsi ammazzare, in tutto questo trambusto ci sarà la solita minaccia nucleare, flirt a iosa e un inaspettato voltafaccia che porterà Bond ancora una volta ad un soffio dalla morte.

Stabilito a priori che il sottoscritto apprezza e non poco il Bond versione Brosnan, qui la messinscena orchestrata dal veterano Michael Apted (Gorilla nella nebbia, Via dall’incubo) si rivela molto classica e per questo ancor più intrigante. Dopo un esordio zoppiccante con un Goldeneye decisamente sopra le righe, il Bond degli anni ’90  migliora di film in film, trova una propria dimensione e questo Il mondo non basta si rivela uno dei migliori episodi della serie made in Brosnan.

Vuoi per una sempre più affascinante Sophie Marceau, vuoi per l’ambiguo villain da manuale interpretato da Robert Carlyle, il film ha tutta la fascinosa  atmosfera di un bond d’altri tempi e quindi per chi ama i classici con Sean Connery rappresenterà un’efficace e coinvolgente ritorno alle origini.

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