James Bond: Pierce Brosnan, dall’Irlanda una nuova licenza di uccidere

di Enrico.Nanni 2

Stiamo ormai raggiungendo a grandi passi il presente con la nostra rassegna di articoli su James Bond. Con l’articolo di oggi giungiamo infatti all'”ex”, Pierce Brosnan, attore irlandese classe 1953, che ha sapientemente ricoperto il ruolo dell’agente con licenza di uccidere dal 1995 al 2002.

Dotato di volto affascinante, adatto alla pubblicità dello scotch sorseggiato di fronte al calore di un camino in un elegante tenuta di campagna irlandese, e dai modi stilosi, Pierce Brosnan è stato per molti della mia generazione il primo 007 visto al cinema.

L’esordio di Brosnan nei panni del celeberrimo agente segreto è avvenuto con 007 – GoldenEye. Il film è del 1995, diretto da Martin Campbell. Accanto a Pierce Brosnan vediamo nel cast Izabella Scorupco e Sean Bean.

Il film si svolge nel periodo Guerra fredda, nel 1986. James Bond e il suo collega 006 devono distruggere un complesso russo per la costruzione di armi chimiche. 006 viene ferito da Arcady Ourumov e 007 si dà alla fuga, pur riuscendo a distruggere il complesso.

Ourumov e Bond si reincontrano nel 1995, e Bond lo usa per raggiungere il suo obiettivo finale nella stazione russa di armi spaziali di Severnaya: il Goldeneye, arma in grado di distruggere i sistemi informatici di qualsiasi parte del mondo.

Bond scopre che 006 era una persona chiave del progetto Goldeneye, avendo egli deciso di tradire l’Inghilterra, ed è ancora vivo e vegeto, sebbene sfigurato dall’esplosione, e deciso più che mai a vendicarsi.

Come è facile immaginarsi, tutto termina in uno spettacolare scontro corpo a corpo in cui 006 soccombe insieme al Goldeneye, mentre 007 segna un’altra tacca tra le sue vittorie.

In 007 – Il domani non muore mai una coproduzione anglo-americana del 1997, Pierce Brosnan viene affianacato da Teri Hatcher e Jonathan Pryce, per la regia di Roger Spottiswoode.

In questo capitolo Elliot Carver magnate dei media, cerca di scatenare una guerra tra Cina e Inghilterra, attraverso una nave stealth, invisibile ai radar. Questo mostro tecnologico riesce, grazie a una modifica al sistema GPS, ad affondare una nave della flotta inglese.

Il celebre donnaiolo sfrutta la relazione avuta con l’attuale moglie di Carver, Paris, e, introdottosi nell’organizzazione di Carver e scopre che lo scopo del magnate è quello di guadagnare pubblico e soldi tramite lo scoppio della guerra. Un finale un pò paradossale, direi, anche se in tono con una moderna evoluzione dell’agente segreto.

Il 1999 è l’anno di 007 – Il mondo non basta, un film del 1999, diretto da Michael Apted, ovviamente con Pierce Brosnan, accompagnato da Sophie Marceau e Desmond Llewelyn.

Il film racconta le peripezie alle quali Bond va incontro nel tentativo di proteggere Elektra, figlia del miliardario Sir Robert King, al cui omicidio contribuisce lo stesso 007: quest’ultimo infatti riporta a King, correndo per altro numerosi rischi, una valigia piena di soldi, intrisi di una sostanza esplosiva.

Dopo aver corso rischi innominabili, come di consueto tutto si sistema, e Bond si ritrova a festeggiare il capodanno a Istanbul in compagnia della bellona di turno, la dott.ssa Christmas Jones. Non è da tutti, eh?

Ultima “bondata” di Brosnan 007 – La morte può attendere del 2002, di Lee Tamahori con Halle Berry e Rosamund Pike.

Stavolta 007 è impegnato nel tentativo di liberarsi dalla prigionia impostagli in Corea del Nord. La riuscitissima fuga, di cui nessuno avrebbe mai dubitato, non spegne però la sua sete di vendetta nei confronti del traditore che ha permesso che fosse imprigionato.

Per questo inizia un rocambolesco e letterale giro del mondo, che vedrà il nostro eroe alla ricerca strenua del colpevole, da Hong Kong a Cuba, fino a Londra. Non mancheranno incontri come quello con Jinx e Miranda Frost.

Il tanto ricercato nemico è Gustav Graves, nascosto in Islanda. Costui ha prodotto un arma pazzesca e avveneristica, che Bond deve assolutamente distruggere. Lo scontro finale si svolge in Corea, dove tutto era iniziato. Vi lascio immaginare l’esito.

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