Unfaithful-L’amore infedele recensione

di Pietro Ferraro 1

Connie (Diane Lane) ed Edward (Richard Gere) sono una bella ed agiata coppia newyorkese, il loro matriimoino all’apparenza solido, si incrina quando nella vita di lei si insinua Paul Martel (Olivier Martinez), un fascinoso libraio che la tenterà con sesso sfrenato, arte e poesia.

Ben presto Edward comincerà d intuire qualcosa, le continue e sospette incursioni della mogliettina in quel di Manhattan, una certa distanza della bella consorte nei rapporti quotidiani, il sospetto aumenta quando durante una lite, un collega di Edward insinua che la moglie abbia un amante, così onde fugare qualsiasi dubbio l’uomo affida ad un detective privato il compito di pedinare la sospetta fedigrafa.

Nel frattempo Connie scoperto di non essere l’unica donna nella vita del fascinoso libraio, ma bensì una delle tante, decide di chiudere la relazione, proprio mentre Edward accertata l’infedeltà della moglie, deluso ed arrabbiato, si recherà nell’appartamento del playboy francese per confrontarsi con il rivale…

Il regista Adrian Lyne mette mano ad un classico d’oltralpe diretto da Claude Chabrol Stephane-Una moglie infedele per farne alla sua maniera un remake sin troppo furbo e patinato, che ha nei due protagonisti, un Richard Gere ligio al dovere e una splendida ed intensa Diane Lane unico punto di forza.

Lyne intende propinarci  un erotismo da take-away, il problema non è nella tematica pruriginosa o nell’erotismo in celluloide, genere che ci ha regalato più di qualche perla, il problema è trattarlo come materia da spot pubblicitario.

Se il suo 9 settimane e 1/2 aveva avuto almeno il pregio di lanciare due sex-symbol come Mickey Rourke e Kim Basinger, le altre pellicole del regista escluso l’intrigante Allucinazione perversa lasciano un tantinello perplessi,, su tutti l’irritante Proposta indecente che spreca un terzetto di bravi interpreti in un copione sconclusionato e soporifero.

Unfaithful-L’amore infedele è un film che non mancherà comunque di attirare il grande pubblico grazie da un cast con nomi di richiamo e una storia molto fruibile, sempre se si riesce a passare sopra ad una sequela di stereotipi da romanzetto erotico, immagini patinate all’inverosimile, in questo Lyne ricorda molto il collega Tony Scott, e un trama che viaggia sonnolenta sui binari del convenzionale. Metabolizzato ciò si potrà godere di un terzetto di interpreti fascinosi ed efficaci, infatti di solito  è l’ottimo ed oculato casting a salvare in extremis i lavori del regista americano.

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