The Missing: recensione

di Redazione 6

West americano, la frontiera in tutta la sua durezza, un ambiente ostico e recalcitrante a corpi estranei come la volitiva Meggie (Cate blanchett), madre e guaritrice, si occupa di alleviare le sofferenze e curare i vicini di casa con unguenti ed altri preparati arigianali che confenziona con le sue mani.

La vita di Maggie scorre abbastanza tranquilla, nonostante la vicinanza di alcune tribù di pellerossa che non sembrano creare grandi problemi alla sua famiglia. Un giorno come tanti alla fattoria arriva Samuel (Tommy Lee Jones) un tipo taciturno e alquanto particolare, sembra un pellerossa ma non lo è, così Maggie ci mette molto poco a capire che quell’uomo è il padre che da piccola l’abbandonò per unirsi ad una tribù di Apache.

La donna è combattuta in un rancore sopito che vorrebbe esplodere gridando il senso di abbandono provato durante l’infanzia e covato nella maturità, ma non vi è il tempo per un confronto perchè una banda di balordi, tutti pellerossa, capitanati da uno psicopatico assassino rapisce la figlia maggiore di Maggie.

Solo Samuel potrà con l’esperienza accumulata durante gli anni da pellerossa rintracciare e liberare sua nipote, così il viaggio alla ricerca della ragazza sarà motivo di confronto e comprensione tra padre e figlia e principalmente di riscatto per una figura paterna latitante.

Ron Howard sforna un ibrido molto suggestivo che miscela western, melò e thriller in un’atmosfera rarefatta e molto classica nella sua impostazione. Un racconto di frontiera, ma anche un intimo viaggio alla scoperta di un equilibrio familiare da riscostruire e da un evento traumatico che costringe al confronto i due protagonisti trincerati dietro un’apparente diffidenza

Tommy Lee jones è assolutamente perfetto, il volto inesorabilmente scolpito dal tempo ed una serie di dosati silenzi e dolenti espressioni raccontano la sofferenza del rimorso, così come l’intensità e la forza espressiva di Cate Blanchett raccontano di una madre combattiva e di una figlia in cerca di risposte e di un padre perduto. Un buon film, che se risulta vincente per atmosfere e ambientazione, risente cominque di una notevole mancanza di ritmo anche se in parte bilanciata da due carismatici protagonisti.

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